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It’s time for digital detox

Per le aziende un format di riconquista della produttività e per le agenzie di viaggio una nicchia di mercato. Gattinoni sviluppa le soluzioni digitally correct

Malamente digitalizzati per comunicare le validissime competenze professionali e intossicati a tal punto dallo smartphone da controllarlo tra le 150 e le 220 volte al giorno, persino se non 'lampeggia' nemmeno una notifica e con gli occhi ancora assonnati al mattino presto. Siamo noi, in agenzia di viaggio e in azienda.

Le prime devono spingere sui social media e sul web per intercettare i loro clienti (online), le seconde devono imparare a fare un corretto uso del digitale. Due mondi coesistenti che Gattinoni ha deciso di “formare” con soluzioni appropriate per ognuno, grazie alla consulenza di Alessio Carciofi, fondatore e ceo di Your Digital Detox, formatore ed esperto di marketing turistico innovativo. Già protagonista di una serie di educational con le adv del network, Carciofi ha sviluppato un format di disintossicazione dalle tecnologie digitali – si chiama Digital Felix -che il Gruppo di Lecco propone durante eventi, incentive e team building ai clienti corporate. “Da una parte continuiamo il percorso per sviluppare la cultura digital delle nostre agenzie, dall’altra riteniamo che ci siano aziende alle quali proporre il progetto Digital Felix per ridurre le distrazioni e aumentare la produttività”, spiega Isabella Maggi, direttore Comunicazione.

Dipendenza digitale = meno produttività

Dati allarmanti da parte di vari istituti dicono che la dipendenza digitale ha influenze negative sulla salute e sul lavoro. Si parla della luce bluette dei video che nuoce ai bambini, di ansia e insonnia causati dalle 25 ore settimanali trascorse con uno strumento mobile in mano, di nomophobia (paura di stare lontani dal cellulare: no mobile phone-bia), di apnea da email (le leggiamo senza respirare), di phubbing (la mamma dice “maleducazione”) quando non guardiamo in faccia l’interlocutore continuando a chattare. “Sono malattie emergenti riconducibili a una sindrome definita Iad, internet addicted disorder – osserva Carciofi -, l’abuso dello smartphone e dell’essere online ci sta portando all’isolamento e alla solitudine”. Ma senza entrare nel campo dei disturbi psico-sociologici e fermandosi all’azienda, di questi comportamenti esistono riflessi sul lavoro: veniamo distratti ogni 180 secondi da un alert (telefonata, sms, e-mail), il 41% risponde entro 15 secondi dall’arrivo di un inbox, impieghiamo 24 minuti a rientrare in un flusso di concentrazione dopo essere stati distolti, il lavoratore digitale medio trascorre il 28% del tempo a gestire la posta elettronica. Tra gli effetti, quello di lavorare due ore in più ogni giorno rispetto alle canoniche otto. “Siamo i primi in Italia a sensibilizzare le aziende sul tema del corretto uso delle tecnologie in un’ottica di consulenza, affinché migliorino al produttività”, sottolinea Maggi.

Prodotti in agenzia: le vacanze disintossicanti

Per le agenzie di viaggio, invece, nascerà un prodotto digital detox fatto di resort senza campo telefonico, dove re-imparare a respirare a stretto contatto con la natura, insomma quello che un tempo si chiamavano percorsi benessere e trionfavano le terme, oggi sente la necessità di essere riformulato, in linea con le esigenze che l’epoca “always on” ha creato. “Stiamo individuando tipologie di vacanze detox, una nuova nicchia di mercato che riscuote richieste e per la quale vogliamo dotare di strumenti le adv che decidono di affiliarsi al nostro network”, concludono da Gattinoni. p.ba.

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