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Linate sempre più liberalizzato, Malpensa resta nell’oblio

Le compagnie aeree europee continueranno a feederare i loro hub anziché preferire l'hub lombardo. Perdite economiche sul lungo raggio

Con l’ok al decreto Delrio da parte della Commissione Europea sull’aeroporto milanese di città si conferma quanto già con la legge dell’ex ministro Lupi si era impostato: le compagnie aeree europee continueranno a servire i loro hub di riferimento da Linate, sottraendo attività a Malpensa. Passi che il decreto Lupi doveva essere valido solo per Expo, purtroppo per lo scalo varesino si tratta dell’ennesima stangata da ammortizzare. “Poteva andarci persino peggio se passava l’apertura alle rotte extra europee da Linate – commenta Alessandro Quaglia, presidente di Aeroporti Lombardi, associazione di sostenitori di Malpensa -. Su questo almeno i legislatori non hanno ceduto”. Alcune compagnie avevano già manifestato l’interesse ad aprire linee su Mosca, Istanbul e Abu Dhabi, in più si sarebbe dovuto consentire il diritto di reciprocità ai vettori di bandiera dei Paesi collegati, con altri probabili minacce competitive.

Perdite economiche

Quali economie perde la società  di gestione degli scali milanesi con la conferma della maggiore liberalizzazione del traffico su Linate? “Gli introiti sia da parte del passeggero sia della compagnia aerea sul lungo raggio sono minori se si vola da Linate – spiega Quaglia -, pensiamo ai servizi di catering, ma anche ai ricavi non aviation così importanti oggi per un aeroporto. Il passeggero che vola a Los Angeles da Linate e via Parigi non genera le stesse entrate di quello che volerebbe da Malpensa direttamente fino a destinazione”.

Slot orari a Linate restano 18

Ma non vogliono essere pessimisti i supporter dell’hub mancato: “Diciamo che, una volta ‘ammortizzato’ il decreto Lupi, com’è avvenuto durante questo lungo iter post Expo, possiamo rincuorarci del fatto che gli slot orari a Linate restano 18 e non aumentano, come qualcuno avrebbe voluto”. Di certo per Malpensa si è sempre sognato un ruolo diverso: “Il terminal 1 viene usato al 35% della sua capacità – conclude -, se pensiamo a cosa è successo a Monaco, aperto nel ’92 (Malpensa nel ’98), e oggi centrale per il lungo raggio dalla Germania”. Lo scalo cittadino tedesco fu chiuso in concomitanza dell’apertura dell’hub e oggi è sede della fiera.

Storie di slot tra Lupi e Bersani

Alcune note “curiose”: con il decreto Lupi furono tolti i limiti massimi alle frequenze e alle destinazioni da Linate previsti dal decreto Bersani bis. I vettori non hanno avuto più l’obbligo di volare solo sui loro hub o su scali con determinati volumi di traffico. Sulla base di questo, aerolinee come Air Berlin abbandonarono Malpensa per spostare i 500/600mila passeggeri su Linate. Ma ogni storia di slot ha il suo risvolto risolutivo: per ovviare ai limiti imposti dalla legge Bersani, le compagnie adottarono l’affitto degli spazi aerei da altri vettori – British airways da Meridiana, Air France-Klm da Alitalia, Lufthansa dalla controllata Air Dolomiti -, quando non anche operarono con uno dei cinque Coa di proprietà, come faceva Az pur di introdurre più voli possibili. p.ba.

 

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