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Veratour, il t.o. che è catena alberghiera

Il brand è Veratour e l'albergo è il Veraclub. Il 95% del fatturato è derivato dai villaggi con volo charter

"Vogliamo un prodotto che sia dentro l'acqua". No, non è un'isola. Si tratta di una sorta di mix a tre, spiaggia, mare e struttura. E' questo il criterio con cui Veratour fa le sue scelte quando deve trovare un nuovo villaggio turistico. Nel momento dell'ispezione "per prima cosa guardiamo il tipo di spiaggia e la trasparenza del mare e poi tutto il resto", ossia la struttura, rivela a Guida Viaggi il direttore generale Stefano Pompili

Nel 2017 il t.o. avrà 38 villaggi, il 95% del fatturato è derivato dai Veraclub con volo charter, una struttura del prodotto che porta il manager ad affermare: "Siamo una catena alberghiera che cerca di esportare il made in Italy nel mondo, dove il brand è Veratour e l'albergo è il Veraclub. Per il 95% vendiamo il prodotto villaggio - prosegue il manager -, siamo un operatore, ma anche una catena che ha un modo tutto suo di essere". Ossia secondo i tre asset che sono "animazione, cucina e assistenza". Sono questi i tre elementi che creano il made in Italy, "che è la forza dell'azienda. Dobbiamo pensare che i villaggi sono gestioni di strutture. Per esempio le strutture che abbiamo in Sardegna sono gestite come un normale albergo, ciò che le differenzia è il made in Italy".

Un altro elemento caratterizzante il t.o. è il fatto che gestisca villaggi nella loro interezza, "tanti anni fa si usava la parola Club anche quando si avevano 20 camere in allotment su 150. Noi sosteniamo che il villaggio si intende quando è tutto e non una piccola parte", precisa il manager. 

Il ruolo del tour operating oggi, quindi, come si ridefinisce? "Reinventando - risponde Pompili -. La nostra specializzazione è l'alberghiero". Bisogna quindi cercare di essere identificabili nell'ambito in cui si opera ed imparare dal momento contingente.

Per sempio la crisi geopolitica che ha investito l'area del Nord Africa ha portato una serie di insegnamenti. E Pompili non può far a meno di osservare che "Egitto e Tunisia mancano tantissimo, però, anche in assenza di prodotti dove la marginalità viaggiava a doppia cifra siamo riusciti a fare meglio, ricavando anche un po' di più". E' pur vero che c'è anche "molto lungo raggio in più". La morale qual è? Che "ci sono sempre i pro - afferma Pompili - e dalle crisi bisogna tirar fuori quanto di positivo possono darci".

Certamente il Nord Africa continua ad essere presente in programmazione, il t.o. lo ha sempre sostenuto. E adesso ha deciso di ampliarlo, ritornando a Marsa Alam, che dal mese di marzo sarà riprogrammata con il nuovo Veraclub Emerald Lagoon. "Se siamo tornati in questo momento è perchè abbiamo trovato un posto eccellente e valeva la pena investirci", commenta il manager. In questo modo l'offerta sul Mar Rosso conta 2 strutture a Sharm, 1 a Marsa Alam e 1 a Marsa Matrouh. s.v.

 

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