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L’economia della bellezza vale 240 miliardi

Il ruolo del turismo misurato dalla ricerca di Prometeia: “Apporterebbe 20 miliardi in più”

Il turismo porterebbe all’economia italiana 20 miliardi aggiuntivi di fatturato se fossero valorizzati alcuni aspetti come “lo sviluppo di percorsi verso mete meno note e il rafforzamento del brand Italia attraverso lo storytelling”. Queste indicazioni, inserite in un contesto più ampio che comprende altri settori come l’istruzione, le industrie creative e quelle manifatturiere per i beni di consumo di qualità, sono il risultato di una ricerca che la Fondazione Italia Patria della Bellezza ha commissionato a Prometeia per definire quanto vale “l’economia della bellezza” nel Belpaese.

“Oggi sappiamo che vale 240 miliardi, pari al 16,5% del Pil e potrebbe crescere di altri 130 se le aziende italiane raggiungessero le prestazioni delle migliori europee”, spiega il presidente della Fondazione, Maurizio di Robilant.

L’obiettivo dell’organismo è di dimostrare che non parliamo di valori effimeri, ma di risorse strategiche su cui costruire crescita e benessere. "Per la prima volta trasformiamo la bellezza in una dimensione concreta e misurabile”, aggiunge il fondatore.

La ricerca ha, quindi, disegnato due scenari, spiega Prometeia, società di ricerche economiche e specializzata in software per il risk management: “Abbiamo valutato per prima una crescita coraggiosa, poi un’altra che definiamo ambiziosa, ma comunque verosimile”. Nel primo caso, se le imprese dei vari settori si allineassero alle performance delle migliori aziende italiane lo sviluppo sarebbe stimato in 52 miliardi di maggiori entrate economiche, mentre nella seconda ipotesi che considera come benchmark le prestazioni delle omologhe in Europa di 130 miliardi. Il che significa raggiungere da parte dell’economia della bellezza una quota tra il 19,5 e il 25,4% del Pil.

Dal punto di vista metodologico, per ciascun comparto è stato definito un paese-modello, messo a confronto, e analizzati i punti di forza sono state tracciate le azioni chiave che ne hanno definito il successo. Tra i settori dove i margini di progresso sono maggiori ci sono le tecnologie: una maggiore qualificazione dei percorsi tecnico-scientifici in azienda come nella scuola e la promozione di una cultura politecnica, così come la riorganizzazione dei centri di ricerca pubblici a favore della loro concentrazione in hub specializzati, fino all’incentivazione dei brevetti, avvicinerebbero l’Italia al modello ideale, quello tedesco.

“In sintesi, miglioramento dell’istruzione, più cultura del brand e più tecnologia rappresentano gli elementi grazie ai quali la bellezza del nostro Paese trasformerebbe il patrimonio storico in motore per il futuro”, conclude Alessandra Lanza, partner di prometeia.

Tra i promotori di Fpb ci sono l’Associazione Confindustria Alberghi, Altagamma, il Touring Club Italiano e il focus sul turismo verrà portato avanti con il lancio di una piattaforma digitale di contenuti e booking della quale a breve ci sarà la presentazione. p.ba.

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