EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > RUBRICHE - Attualità

L'andamento della destinazione Stati Uniti

Sondaggio sulla produzione di viaggi verso la destinazione di lungo raggio numero uno per gli italiani

In agenzia di viaggio gli Usa mostrano flessioni del 13% nelle prenotazioni secondo il monitoraggio di GfK Italia nel periodo gennaio-aprile, quando cioè il cambio valutario non era favorevole agli italiani. La situazione ora è migliorata da questo punto di vista, ma su questa direttrice di lungo raggio così importante per redditività non passa giorno che cali qualche timore. Di oggi la ricerca condotta dal Monitor Allianz Global Assistance che evidenzia come l’elezione di Donald Trump abbia inciso sul percepito degli italiani verso il Paese. “In generale, oltre il 70% degli intervistati ritiene che l’attuale presidenza abbia avuto un impatto negativo sull’immagine - riporta la compagnia di assicurazioni in una nota-. In particolare emerge che il 39% non sogna più di trasferirsi negli Usa, mentre per 1 su 4 non è più neppure la meta ideale per le future vacanze”.

Abbiamo chiesto il punto di vista della produzione e i primi commenti avvalorano l’analisi di mercato di GfK, per ragioni attinenti al cambio valutario.

“L’andamento è in linea con il 2016, che aveva chiuso con un incremento dell’8%”, secondo Naar gli Stati Uniti non rivelano entusiasmi, almeno fino a maggio. “La destinazione sconta l’apprezzamento del dollaro (fino ad aprile), che ha frenato le prenotazioni più di Trump – commenta il presidente, Fréderic Naar -. Mi aspetto un prossimo semestre più interessante”. “La partenza era stata buona, fino ai Ponti di primavera – commenta Ivana Di Stasio de I Viaggi del Delfino -. Sono tornate le famiglie oltre ai soliti viaggi di nozze, che stanno subendo la concorrenza del Giappone seppur più costoso in proporzione alla durata”. L’operatore campano, che realizza il 60-65% del fatturato con gli Usa, si sta accorciando il periodo di soggiorno da 15 a dieci giorni. Per Eden Viaggi “i numeri restano uguali al 2016, contiamo di chiudere con qualche punto percentuale in più visto l’indebolimento del dollaro negli ultimi mesi”, fa sapere il product manager Eden Made, Luigi Leone. Per il brand la meta preferita rimane New York, le Hawaii sono in crescita.

In controtendenza il gruppo Caldana Utat Viaggi, il quale rileva un incremento del 28-30% “con l’Est che quest’estate, stranamente, viene richiesto più dell’Ovest – osserva la direttrice commerciale Arianna Pradella -. Sono in aumento i combinati con il Canada e il self drive in uno Stato solo: Maine, Massachussetts, Georgia. Per noi diminuiscono i viaggi di nozze”. Il t.o. nota più attenzione da parte dei clienti per itinerari “dai contenuti ricchi ed evoluti” in autonomia, con auto a noleggio.

Infine, per Hotelplan “la prima parte dell'anno è andata abbastanza  bene con  punte positive per i mesi di marzo e aprile sia per passeggeri che per margine, numeri però che non hanno confermato il loro trend nei mesi di maggio e giugno, quando solo il margine ha tenuto”, spiega l’esperta Usa Anna Gobetto-. I prossimi mesi si caratterizzano per essere una partita ancora aperta, indubbiamente c'è spazio per migliorare, ma l' estrema volatilità delle tariffe aeree incide in modo significativo sul prezzo totale del pacchetto, soprattutto in alta stagione quando troviamo quote non sempre competitive e magari con emissione contestuale all'atto della prenotazione”. p.ba.

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us