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I 4 punti che cambiano il turismo italiano

Francesco Palumbo, direttore generale del turismo del Mibact, illustra quali sono gli assi principali del Piano strategico del turismo 2017- 2022

E’ Francesco Palumbo, direttore generale del turismo del Mibact, a illustrarci quali sono i quattro assi principali del Piano strategico del turismo 2017- 2022, quattro indirizzi da cui derivano poi i provvedimenti e gli investimenti per i prossimi 5 anni.
Il primo riguarda la valorizzazione del patrimonio territoriale, non solo quello conosciuto”.  L’obiettivo, infatti, è riqualificare le destinazioni già note, ma soprattutto “i prodotti turistici potenziali, il territorio meno noto”. In questo si inseriscono gli investimenti dello scorso anno sui Cammini (60 milioni di euro), di quest’anno sui Borghi e del prossimo sull’enogastronomia. “Dovremmo anche reinventare la comunicazione di alcuni luoghi, basti pensare al potenziale di cittadine come Tivoli, con ben due siti Unesco, acque termali, area verde: il suo essere vicino a Roma dovrà essere un valore aggiunto non un ostacolo”.

Il secondo obiettivo consiste nell’aiutare le imprese a sviluppare competitività “perché il turismo lo fanno le aziende e dobbiamo quindi rimetterle al centro. Le aziende del turismo sono inserite nel Piano Industriale 4.0 del ministero dello Sviluppo Economico, sono quindi finalmente considerate una parte importante dell’industria italiana e il turismo si trova nel grande mainstream di investimento per aiuti alle imprese”. Rientrano in questo obiettivo anche gli investimenti e le collaborazioni con il mondo delle infrastrutture e dei trasporti. “Adesso ci sarà il nuovo piano della mobilità straordinaria turistica, anche questo partecipato con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti”.

Il terzo obiettivo è l’innovazione e in questo rientrano le politiche di digitalizzazione. “Il mondo del turismo italiano è troppo indietro rispetto al digitale - dichiara Palumbo -, per questo dobbiamo fare un investimento massiccio per cambiare questa situazione”. Secondo il direttore ci sono enormi potenzialità di crescita perché “il digitale è ormai usato prima del viaggio, durante e dopo”.

Quarto obiettivo è quello della governance: “Se il Piano non è un documento, ma un metodo di lavoro partecipato, noi continueremo a lavorare con le Regioni, gli altri ministeri, con le associazioni di imprese, continueremo così, ma avremo bisogno di analisi, studi, indicatori, e quindi inseriremo nel metodo anche i monitoraggi dedicati a capire come va il turismo in Italia, nel mondo, e infine, come va il nostro stesso Piano del turismo”. l.s.

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