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Marsupio: tecnologia all’insegna della personalizzazione

Alla Convention del network si rafforzano i legami con le agenzie fedelissime, e vengono presentati gli importanti investimenti in ambito digitale e social

L’agenzia di viaggi al tempo della quarta rivoluzione industriale: è questo il tema della Convention annuale di Marsupio ospitata nel Valtur Garden Toscana di San Vincenzo.
Toglie subito ogni dubbio il presidente del network, Massimo Caravita: “Dal 2007 abbiamo costruito un polo integrato orizzontalmente, un’alleanza di tipo commerciale e non si intende cambiare direzione”. L’obiettivo è la cooperazione con Fespit e Achille Lauro Net -network simili su territori diversi - e la personalizzazione in ambito di servizi. “Il nostro polo, che con queste alleanze conta circa 600 agenzie, rimane aperto all’integrazione, ma non verticale”.  Quando gli chiediamo il perché la risposta è semplice: “Perché uno, o pochi, che decidono per tanti ed è la soluzione più veloce, mentre nella prospettiva orizzontale ognuno parla con ogni singola agenzia; non è questione di meglio o peggio, ma di scelte: nella logica dei grandi numeri è impossibile lasciare integra la personalità dell’agenzia, si punta invece al brand, da noi invece il dialogo è osmotico”.

E nel tratto della presidenza Caravita, segnato dall’attenzione alla rivoluzione digitale, si riflettono ancora di più queste scelte. Il network fornisce all’agenzia siti web singoli, ognuno con la propria identità, ma integrati con widget dei partner e altri servizi: crm, lista nozze, mailer e newletter. A questo si aggiunge il travel social kit, ovvero il network dà ad ognuno i contenuti per il proprio social. “Noi come sempre proponiamo e non insistiamo - ci dice Caravita - non è un fatto scontato”. 

“Fino a oggi la tecnologia ha avuto un ruolo b2b da adesso in poi entriamo nel b2b2c, con un grosso investimento, che ci concede di offrire dei servizi coerenti con la linea di indipendenza e fidelizzazione che abbiamo sposato”. In Convention, dunque, Caravita sottolinea il valore della lista di nozze di proprietà, della mailer per dialogare con il cliente e mantenere il rapporto, della newsletter che arriva con la grafica e le scelte di offerta dell’agenzia partner. In sostanza: al network resta il compito di impostare un kit online in cui sia tutto pronto per quando c’è, ad esempio. la fioritura dei ciliegi in Giappone o le offerte per la Festa del Papà, all’agenzia, invece  quello di riempire questo schema in base ai prodotti e le destinazioni appetibili per la sua clientela con pochi click.

Molte anche le attività offline, gli M-Events come Party-amo, 3vents, Sposiamo-ci. Per il prossimo anno aumentano le proposte eventi, e Party-amo si scinde nel focus  sulla destinazione o sul prodotto (luna di miele, in tour).
Quanto alle consulenze, Marsupio Travel Group ha ospitato per la Convention l’avvocato Annamaria Augello per richiamare l’attenzione sulla direttiva europea che verrà recepita entro il primo gennaio 2018 sui pacchetti turistici soffermandosi sulle responsabilità degli intermediari. Ma per fortuna, una volta tanto  “È una rivoluzione in cui l'Italia è precursore” ha assicurato l’avvocato.

LA RICERCA DELLA FELICITA'
Daniela Mastopasqua, industry lead travel di GfK Italia, ha presentato alla Convention di Marsupio Travel network alcuni dati di una ricerca sulla “felicità” operata a livello internazionale sul consumatore.  
“L'innovazione è uno dei fattori che influisce sulla felicità” secondo lo studio,  perché siamo sempre più gratificati dalla “condivisione” che ci consente la tecnologia, in grado di arricchire le esperienze positive, soprattutto nei momenti di viaggio, o di tempo libero (partecipazione ad eventi come concerti, spettacoli). Cambiano tuttavia le abitudini e si percepisce anche sul mercato: il turismo organizzato vede un incremento del 5% sul fatturato, probabilmente dovuto anche ai viaggiatori di alta gamma, ormai annoiati dalla costruzione del proprio viaggio online, e tornati al consulente di viaggi, soprattutto per il lungo raggio.
Ma attenzione: entrare in un negozio non è più soltanto la ricerca di un contatto visivo e fisico, “deve rassicurarmi, rilassarmi e darmi una possibilità di confronto”. Una mutazione che influisce anche sul comportamento online: ci piacciono sempre più i tutorial, e vogliamo avvalerci di servizi che consentano snellimenti burocratici, o ci diano sicurezza.
Il digitale è comunque parte integrante della nostra sensazione di felicità: in 22 Paesi del mondo ha valore essere connessi, e in questi, il 42% delle persone vuole essere sempre connesso, mentre l’11% e apertamente contrario.  E la realtà virtuale, potenziale nemico dei viaggi reali? Attenzione  perché per il 23% delle persone è “la stessa cosa”, mentre il 15% non è d’accordo. Noi italiani siamo al 20% favorevoli all’omologazione tra reale e virtuale contro il 19%. Infine la realtà immersiva ormai, sta facendo la differenza nella scelta di acquisto di un prodotto turistico. “Non ancora molto in Italia”.
E noi italiani siamo felici? Non molto, ma gli altri pensano che lo siamo tantissimo, sognando “l’italian way of life”. l.s.

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