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La tempesta Ndc in bilico tra politiche commerciali dei vettori e trasparenza

Aldo Ponticelli, Alitalia: “Il protocollo è un obiettivo, una vision; le scelte delle compagnie sono un’altra cosa”

Trasparenza nel display dell'offerta, costi di distribuzione, mercato che da tre Gds si apre a decine, forse centinaia di altri provider, contratti multimilionari di full content con i vettori aerei che saranno inevitabilmente ridiscussi. In mezzo proprio loro, le aerolinee che hanno trovato il momento storico giusto per fare cassa. Stiamo parlando della tempesta che sta scatenando Ndc, il vituperato protocollo di Iata che al BizTravel Forum ha visto confrontarsi Gds, Alitalia e l'associazione delle agenzie e dei t.o. europei, Ectaa.

Costi di distribuzione per canali

Quest'ultima ha commissionato uno studio con Ettsa (riunisce i Gds e le società tecnologiche), realizzato da Infrata, il quale dimostra che la differenza tra i costi distributivi della biglietteria aerea diretti e indiretti è minima. Si parla di 12,56 euro per i primi e di 14,21 per i secondi. Appena un biglietto dei mezzi pubblici a Milano, o poco di più, di margine. "Se sono costi di distribuzione pressoché uguali, cosa li giustifica di a caricare il costo della distribuzione?", osserva Micheal De Blust, segretario dell’associazione, riferendosi alle surcharge che Lufthansa, British airways, Iberia, Air France-Klm hanno introdotto o sono in procinto di fare per i biglietti via Gds.

Sullo studio, molto dettagliato e disponibile a questo link, interviene Aldo Ponticelli, head of Gds management and efficiency di Alitalia, che fa notare come siano stati imputati valori ai costi diretti in realtà comuni ad entrambi i canali. Tant’è, sottolinea De Blust a perderci saranno i consumatori, in fatto di trasparenza. Il segretario afferma senza mezzi termini che Lufthansa ha violato il codice di condotta dei Gds, mentre il panel di discussione sceglie di non nominare mai il gruppo tedesco, preferendo appellativi come “un gruppo europeo” e simili.

Tra gli interventi, di cui vi scriviamo approfonditamente sul numero di Guida Viaggi del 4 dicembre, di rilievo Francesca Benati, a.d. e d.g. di Amadeus Italia che ha fatto un parallelo tra quanto accade con Ndc e l’esperienza dei metasearch, il cui modello economico ha penalizzato la trasparenza, baluardo che i comparatori avevano eletto a ragione della loro nascita nel 2012. “Il modello economico ha favorito una serie di attività volte a favorire il posizionamento (nel display) e una maggiore conversione. Ecco che le ota stanno chiamandosi fuori dai metasearch e continuano a utilizzare in maniera importante i Gds. Non è vero che avere delle piattaforme che permettono di personalizzare porta alla trasparenza, porta opacità”, afferma.

Ciò che emerge da parte dei Gds, giunti a questo punto della discussione su Ndc, è un atteggiamento di presa di coscienza che il protocollo va avanti, pur con le sue lentezze. Ponticelli le motiva con il fatto “che ogni vettore sta adottando le tecnologie, ci vorrà ancora qualche anno, ma si comprenda che Ndc è un obiettivo, una vision, mentre le scelte commerciali delle compagnie sono un’altra cosa. Vorrei distinguere i due aspetti”.

Per Marco Benincasa, regional director di Sabre, "i vettori arriveranno a Ndc in tempi diversi, perciò il 2018 sarà un anno complesso, ma non vedo opposizione con il nuovo standard". Ricordando poi che il Gds l’anno scorso ha rinnovato 50 accordi di full content con le compagnie. E’ chiaro che tra le minacce per le società di distribuzione globale c’è la discussione di questi costosissimi contratti che permettono di veicolare alle agenzie di viaggio tutti i contenuti aerei, quelli che secondo la mission del “rich content” Ndc promette di mostrare e personalizzare come mai prima d’ora. Infatti, Ponticelli ammette: “I player più importanti sono sempre i Gds e con la loro capacità di investire saranno sempre in prima linea, tuttavia è chiaro che si è aperta l’arena dei provider tecnologici”. Questione sottolineata dal country manager di Travelport Sandro Gargiulo che lascia intendere uno scenario di affidabilità dell’infrastruttura informatica, minacciata dall’apertura delle richieste online (loop book) a migliaia per ogni volo.

Sapranno i nuovi fornitori di Ndc supportare con investimenti un futuro tariffario ultra-ultra-dinamico? p.ba.

 

Nella foto: Francesca Benati, gm Amadeus Italia; Marco Benincasa, regional director Sabre Travel Network; Michel De Blust, segretario generale Ectaa; Sandro Gargiulo, country director Travelport; Aldo Ponticelli, head of distribution Alitalia.

La moderazione è stata acura di Enrico Ruffilli, ceo Uvet GBT

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