EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > RUBRICHE - Attualità

Stati Uniti: la quota di tour operating è del 60%

Presentato il primo studio di mercato di Visit Usa Italy sulle vendite delle agenzie di viaggio Usa Ambassador

Il 60% delle pratiche delle agenzie di viaggio verso gli Stati Uniti è di un prodotto di tour operator, mentre il restante 40% è un pacchetto realizzato fai-da-te. E’ quanto emerge dal primo studio di mercato che Visit Usa Italy ha commissionato ad Adv Training, piattaforma di formazione specializzata nel turismo attraverso la quale l’associazione realizza i suoi webinar.

I risultati dell’indagine provengono da 328 pratiche di viaggio, inserite nel sistema da luglio a ottobre 2017, da parte di 84 agenti di viaggio che hanno risposto a 69 domande. Per incentivare la partecipazione, l’inserimento delle risposte contribuiva ad aumentare il punteggio delle agenzie che concorrono ogni anno al titolo di specialisti degli Stati Uniti con il nome di Usa Ambassador.

“Abbiamo posto un ampio ventaglio di domande per avere più informazioni possibili su cosa vendono le adv degli States – spiega la managing director di Adv Training, Roberta D’Amato –: dalla composizione del nucleo di viaggiatori, alla tipologia alberghiera scelta, ai mezzi di tasporto utilizzati e la spesa”.

Tra i dati raccolti, mirati all’ottenimento di informazioni utili a tutti i soci di Visit Usa Italy, sul comportamento di acquisto dei viaggiatori italiani e sulla realizzazione del prodotto da parte della distribuzione turistica, quello sulla disintermediazione del tour operating appare come il più stimolante le riflessioni.

Cosa dicono i tour operator

Rileva un aspetto deontologico Arianna Pradella, direttore commerciale di Utat Viaggi: “Quel 40% mi fa pensare che ci siano fornitori che danno gli escorted tours anche alle agenzie di viaggi e lo ritengo un comportamento scorretto, noi in ugual modo dovremmo aprire le vendite b2c attraverso il web?”. Per Piergiorgio Reggio, direttore commerciale leisure di Blueteam, network di agenzie che ha rilevato il tour operator specialista degli Usa Universal turismo, il valore del 40% è “con probabilità da attribuire a prodotti ‘semplici’ come hotel in una grande città servita con un volo diretto dall’Italia – osserva -. Poi sta nella capacità imprenditoriale dell’agenzia di viaggi valutare quando e quanto questa disintermediazione dei tour operator gli convenga, considerando bene i rischi dell’organizzazione e le responsabilità nei confronti dei viaggiatori”. Infine, interessante la valutazione di Silvia Brunetti, responsabile business unite Eden Made: “Anzitutto immaginavo uno split più equilibrato, avrei detto che almeno il 50% dei viaggi è realizzato in autonomia dalle agenzie – argomenta -, inoltre rilevo che il campione dell’indagine (gli Usa Ambassador, ndr) è molto ben formato e informato sugli Stati Uniti, quindi ‘si avventura’ nell’organizzazione. A tal proposito suggerisco di sviluppare webinar più emozionali sulla destinazione, per riportare le agenzie sui valori della comunicazione della vendita; dunque seminari meno dettagliati sugli aspetti tecnici organizzativi, per non consegnare alla distribuzione strumenti di disintermediazione”, conclude con un sorriso e una visione a lungo termine.

Secondo l’indagine il 47% dei viaggiatori verso gli Usa ha tra i 35-40 anni, il 91% soggiorna in hotel, il 54% viaggia in estate e un buon 26% in autunno. Per il 66% la motivazione di viaggio è una vacanza generica e per il 28% è una luna di miele. Il 67% sceglie solo gli States e il 32% abbina una estensione, a destinazione il 71% sceglie un’auto a noleggio per spostarsi, emerge il treno con il 5,95, il 41% atterra a New York. La spesa si attesta fino ai 2mila euro per il 32% del campione, dai 2-3mila per il 25%. p.ba.

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us