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Bit: tre domande a due mesi dall’evento

Ci risponde Simona Greco, director della manifestazione

A due mesi da Bit 2018 abbiamo posto qualche domanda a Simona Greco, director dell’evento.

Gv: Quante aziende vuole coinvolgere il progetto Bit4Job?
“Un numero pressoché illimitato, abbiamo aperto la call non solo agli espositori, ma a tutto il network che tratta di turismo. Spesso i numeri esplodono dopo Natale. Speriamo di oltrepassare le cifre dello scorso anno”.

Gv: Gli hosted buyer sono 1.500: che tipo di selezione viene fatta?
“Ci mettiamo un anno per individuarli: 1000 sono nuovi e di questi 100-150 hanno partecipato alle tre precedenti edizioni. In media i nuovi sono 900. Sono molti di più di 1.500 e poi viene fatta una scrematura. La selezione fatta si basa su diversi fattori: la tipologia di compratore deve essere proporzionale al tipo di espositore; poi ci sono criteri di ripartizione per Paese, in base al potenziale di acquisto, per esempio Stati Uniti, Europa, Cina hanno un grosso potenziale e in base a una ripartizione tra vecchi e nuovi. Si tratta di un sistema molto elaborato: ci mettiamo un paio di mesi per stabilire gli equilibri e i restanti dieci per individuarli e portarli”.

Gv: Come si immagina il futuro delle fiere b2b2c?
“Mi ricordo negli anni 2000 quando si aveva il terrore di Internet e poi si è capito che la relazione umana è insostituibile. Negli ultimi 4-5 anni si è assistito a un rilancio delle fiere, che sono importanti soprattutto per le pmi e credo che il loro futuro sia di sviluppo. E credo anche nel binomio b2b2c: quest’ultimo fa scaturire la curiosità, suggestioni. L’anno scorso sono stata allo stand del Molise, per poi decidere di andarci”. n.s.

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