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Filippetti, Eden: “Sono convinto del mestiere che faccio”

Un’analisi dei cambiamenti e nuovi assetti di mercato dalla voce del presidente. “La sfida di Eden per il 2018? Continuare a migliorarsi, rafforzando la catena alberghiera e pensando a nuove destinazioni”
 

 

 

Gli ultimi giorni dell’anno sono stati densi di imprevisti ed è proprio in queste ore “calde”, che Nardo Filippetti, presidente Eden Travel Group, stila a Gv uno scenario di settore e anticipa i buoni propositi del Gruppo per il 2018.

La conversazione parte dallo stop dei voli di Balkan Express. “Bisogna rispettare l’etica del lavoro e non farsi convincere all’acquisto per 30 euro di risparmio. Se poi succede qualcosa è rischioso per l’agente di viaggi oltre che per il turista…”, commenta il presidente, prima di passare alla vicenda dei codici Costa Crociere e Bluvacanze. “Su questa vicenda mi astengo dal giudicare. Sono attività private”, specifica l’imprenditore.

Gv: Ma che peso dà all’intervento di Patanè sul tema?

“Luca ha fatto un intervento soft a tutela delle vacanze. Ha parlato come presidente Fto e non come presidente del Gruppo Uvet. Immagino che l’intento sia stato quello di non scatenare tensioni nei rapporti.  Per quel che mi riguarda io faccio il mio lavoro per la delega che ho avuto in Astoi e come presidente Eden non faccio interventi”.

Gv: Quindi anche come Astoi non dà commenti…

“Ci sono i giudici, lungi da me prendere posizioni, anche perché non conosco la storia. La nostra è un’associazione sindacale, questa invece è un’azione commerciale tra imprese, non ha niente a che vedere con la politica di associazionismo”.

Gv: Non ritiene che sia in atto uno schieramento dei gruppi integrati verticalmente sempre più netto? In tutto questo che posizione avrà Eden?

“Siamo sul mercato aperti a tutti. Ascoltiamo tutti con la speranza che i clienti si affidino a Eden. Non parlerei di schieramenti e preclusioni, questa è la tipica demagogia che serve a dividere il mercato. Poi è naturale che l’evoluzione porti a decisioni, c’è una logica imprenditoriale per raggiungere i budget. Per quanto riguarda Eden noi abbiamo come fornitori aerei sia Blue Panorama che Neos e Meridiana”.

Gv: E’ evidente però che sul mercato si stanno creando degli assi forti e che Uvet stia seguendo il modello di integrazione di Alpitour…

“Certo Alpitour e Costa hanno un loro modello chiaro e preciso, Bluvacanze e Msc un proprio Cda, Uvet con Settemari e Blue Panorama un altro polo in crescita. Ognuno ha l’ambizione di competere, ma le agenzie dovranno vendere un po’ tutti, perché è impensabile, ad esempio, fare a meno del prodotto Alpitour, anche se le agenzie fanno già depackaging. Ma qui entra in gioco il concetto di responsabilità”.

Gv: Quali sono le sfide 2018 di Eden?

“Andare avanti, crescere, perché non ci si può fermare. Migliorarsi fa parte del nostro dna. Occorre andare oltre. Per noi vuol dire rafforzare la catena alberghiera e pensare a nuove destinazioni. Ci sono delle buone opportunità ma bisogna procedere con cautela e attenzione. L’integrazione di Hotelplan e Turisanda non è stata facile, ma ora abbiamo visto la luce e le agenzie hanno percepito che rilanceremo il brand Hotelplan  mantenendo le sue caratteristiche”.

Gv: Non è difficile garantirsi occupazione e revenue con le gestioni alberghiere?

“Io sono nato come imprenditore alberghiero ed è sempre stato nel mio dna. Ora continuo su questa strada e devo dire che è più facile ottenere risultati con gli hotel a 5 stelle che con quelli di categoria inferiore. Importante, però, è  trovare dipendenti adeguati”.

Gv: Cosa intende?

“Fuori dalle grandi città come Milano o Venezia è difficile trovare personale adeguato. L’ho anche detto al ministro (Franceschini, ndr). Il senso è relazionarsi al cliente con spessore ed educazione. Le pensioncine sono imperniate sulla persona ma non so quanto dureranno e sono sempre più in crisi”.

Gv: Il rapporto con le agenzie?

“Con Luca (Battifora) abbiamo tracciato le linee guida che prevedono un rafforzamento delle agenzie con dei supporti concreti. Io penso e spero che ci sia una buona selezione, perché il lavoro d’intermediazione non è facile, ci vuole un gran servizio e assumersi la responsabilità di quel che si dice. Vuol dire conoscere il prodotto”.

Gv: E sulla proliferazione di piattaforme b2b che ne pensa?

“Noi rispetto alle Ota vendiamo servizio. Se tutti ci connettessimo alle grandi banche letti il gioco sarebbe presto fatto, ma noi abbiamo persone che vanno in giro per il mondo. Oggi con i software ti colleghi ai connettori o, ma la marginalità di queste attività è dell’1,5% e se non hai volumi la guerra è accesa. Le piattaforme posso andare in concorrenza di prezzo, noi di servizio. E c’è gente che vuole il servizio e non soltanto il prezzo, perché altrimenti potrebbe fare da solo. Sono convinto del mestiere che faccio e anche con l’avvento di Ota e con i Gds c’è ancora il cliente che ricerca attenzioni. Inoltre questo nuovo modo di vivere la tensione fa sì che le persone si avvicinino alle agenzie per sentirsi più tutelati”.

Gv: Quali le previsioni finanziarie per il 2018?

“Prevediamo un incremento relativo attorno al 5-6% che vuol dire 10-15 milioni di aumento di fatturato circa. Quando si fanno investimenti, si deve consolidare. L’idea del consolidamento deve prevalere per migliorare la marginalità, di cui siamo già soddisfatti. Punteremo sulla qualità del prodotto e riaffermeremo i villaggi Eden nel mondo lavorando sul format della villaggistica, in particolare su animazione, cucina…”.

 

 

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