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Manuela Baietto, da ricercatrice universitaria a tour operator

Viaggiatrice fin da bambina, dopo aver perso il suo lavoro all'Università di Milano, ha sfruttato le sue esperienze di viaggio creando il tour operator Itine -rari, specializzato in Stati Uniti e Canada - di Annarosa Toso

Diplomata in lingue straniere e laureata in Scienze Tecnologiche Agrarie, 43 anni, sposata con due figlie, Manuela Baietto, ha svolto un dottorato di ricerca in biologia negli Stati Uniti. Rientrata in Italia, ha lavorato come ricercatrice per 16 anni presso l'Università degli studi di Milano. Impegno proseguito fino alla riforma Moratti, che ha lasciato a casa tutti i precari. L'amore per gli States è nato da un viaggio in California quando aveva dieci anni.

Gv: Cosa è successo per lasciare l'Università e intraprendere un'altra strada?
“E' inutile che racconti come funzioni all'università per quanto riguarda le assunzioni. Sta di fatto che se avessi cominciato un paio di anni prima sarebbe stato diverso e invece io sono stata sempre precaria. Poi è arrivata la riforma Moratti che ha cambiato tutte le carte in tavola, stabilendo che si è tutti precari finché si diventa docenti. Quindi dovevo cambiare attività. Ma c'è un ma. Non è che mi sia affacciata a questa professione dopo la fine della mia carriera universitaria. Fin da quando ero piccolissima ho avuto interesse per quanto riguarda la geografia, il turismo e ho avuto la fortuna di viaggiare tantissimo all'estero con i miei genitori. Questa passione per i viaggi e l'estero intesa come cultura, come formazione, diversità l'ho sempre avuta fin da quando era giovanissima. E il cambiamento è stato un percorso quasi naturale”.

Gv: Un percorso prestabilito dalla passione per i viaggi?
“Nel 2002 quando ero all'università, quasi per gioco con una mia amica anch'essa appassionata di Stati Uniti, abbiamo deciso di aprire un'azienda di consulenza turistica concentrata su quella destinazione. Quindi la mia azienda Itine -rari esiste dal 2002, ma fino al 2015/16 è rimasta una società esclusivamente di consulenza sia per le agenzie di viaggio, che per i privati per quanto riguardava gli itinerari negli Usa, ma il mio lavoro principale era ancora quello all'università”.

Gv: Quando il passaggio definitivo?
"Il cambiamento definitivo è stato quando l'università mi ha lasciato a casa nel luglio di tre anni fa, quando telefonicamente mi è stato annunciata la diminuzione del numero dei ricercatori in forza al dipartimento e che per vari motivi non avevano più bisogno di me. A questo punto alla soglia dei 40 anni - ho detto - bene, voleva dire che il destino aveva per me un'altra strada. Mi sono concentrata nel lavoro di tour operator online. Ho fatto tutte le pratiche e procedure per passare a tour operator. Non più ufficio di consulenza, ma tour operator a tutti gli effetti”.

Gv: Itine -rari fa parte di Astoi?
“Non facciamo ancora parte di Astoi, perché è necessario un certo tipo di fatturato che noi non abbiamo ancora raggiunto dopo pochi anni di lavoro, ma la crescita in due anni è stata davvero esponenziale, tant'è vero che siamo partiti io e una socia e ora abbiamo due dipendenti, siamo in quattro. Però, facciamo parte dell'Associazione Visit Usa”.

Gv. Quanto il passato di ricercatrice universitaria ha contribuito al successo di Iti-nerari?
“Ci occupiamo esclusivamente di Usa e Canada. Quale ex docente universitario faccio della conoscenza la mia carta vincente, chiamiamola così. E pretendo anche dai miei collaboratori l'assoluta familiarità con le meta che trattiamo. Siamo in grado di fornire informazioni sia all'agenzia che al cliente praticamente su tutto. Sia su un ristorante a New York, sul come vestirsi, oltre a descrivere minuziosamente tutto quelle che andranno a vedere dal primo all'ultimo giorno. Tutto questo è possibile solo grazie a una profonda conoscenza del territorio”.

Gv: Come concilia la vita familiare con il lavoro?
“Ho due bambine piccole con una famiglia da seguire. Lavoro un bel numero di ore. Dopo aver portato le bambine a scuola, lavoro in casa o in ufficio dove ci sono i collaboratori. Inizio a lavorare dalle 09.00 del mattino fino alle quattro del pomeriggio, quando vado a riprendere le bambine e le seguo fino a quando vanno a dormire. Inizia subito dopo il mio rapporto con gli Usa. Nella costa Ovest è appena mattina. Altra premessa: mio marito lavora con me e ci completiamo. Quando si tratta di andare all'estero e accompagnare tour di gruppo, solitamente sono io che parto. Quindi lavorare insieme a mio marito è una fortuna e una condivisione di compiti sia di lavoro che di famiglia”.

Annarosa Toso

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