EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > RUBRICHE - Interviste

Enrico Ducrot, il viaggio nel sangue

Il proprietario e managing director di Viaggi dell'Elefante racconta a Guida Viaggi le sue passioni e le sue esperienze. E quanto la famiglia sia stata determinante per la sua formazione e il suo lavoro - di Annarosa Toso

Nato a Roma nel 1965, padre di Giordano e Luce, ha il viaggio nel sangue. Dai bisnonni, al nonno, al padre, tutta la sua famiglia è stata pioniera del viaggio e si è cimentata in performance a dir poco audaci per quell'epoca. Nel 1974 viene fondato Viaggi dell'Elefante, il primo tour operator a offrire mete esotiche lontane e sconosciute alla massa, all'insegna del lusso e del comfort.

Enrico Ducrot, studi classici e una laurea in storia dell'arte con una tesi sull'architettura frigia, come era prevedibile, ha iniziato a viaggiare sin da piccolo. Ha consolidato nel tempo la sua passione per i viaggi legati all'arte e alle esperienze. Nel 1991 è entrato nel tour operator di famiglia, andando ancora alla scoperta del mondo. Nel 2001 ha partecipato alla creazione di un campo marino nella Baja California, il Baja Camp e dopo quella esperienza è aumentata la passione per l'eco turismo. Dà il suo supporto quale docente presso il Campus Universitario di Lucca e successivamente all'università Iulm, sostenendo e diffondendo le ragioni del turismo responsabile.

Gv: Lei è cresciuto a pane e viaggi: avrebbe fatto un altro lavoro nella sua vita, a fronte anche degli studi e alla passione per l'archeologia?

"Il mondo dell'archeologia è molto affine al mondo dei viaggi. Non nascondo che la mia formazione mi ha aiutato sia nella programmazione sia nella comunicazione e nel trasmettere conoscenza al mondo delle agenzie di viaggi. La vera abilità è quella di far esaltare la passione (viaggi e archeologia) all'interno della professione".

Gv: Quante volte è stato in India e quale è la destinazione che sente più vicina alle sue corde?

"Più passa il tempo e più mi interessano i paesi che hanno conservato la propria identità. Molti paesi che ho avuto il privilegio di visitare sin da quando ero bambino, oggi sono completamente differenti, snaturati. Altri hanno conservato maggiormente la propria identità: penso all'India (il mio primo viaggio a 11 anni, l'ultimo un mese fa), alla Birmania, Laos, Etiopia, Perù, Egitto, Iran, Giappone, ecc.ecc".

Gv: Racconti qualche aneddoto divertente e interessante che le è capitato durante uno dei tanti viaggi...

"Quando studiavo archeologia c'erano degli allievi egiziani, già laureati in Egitto, ma che facevano la specializzazione a Roma. Il migliore era Tarik. Dopo più di vent'anni, in un viaggio lungo il Nilo con la mia famiglia, ho avuto il piacere e il privilegio di avere Tarik come guida. Il massimo!".

Gv: Nel mondo dei tour operator Viaggi dell'Elefante si è sempre distinto per la cura, la diversità degli itinerari e l'altissima qualità dei servizi. Quanto questa politica è stata un punto di forza?

"E' un punto essenziale, ma è anche la cosa più difficile in assoluto. Il mondo cambia, i clienti cambiano, tutto cambia. Ma Viaggi dell'Elefante deve rimanere sempre lo stesso".

Gv: Anche nei momenti di crisi economica Viaggi dell'Elefante ha potuto contare su una clientela affezionata. Oggi sono ancora molti i repeater?

"E' incredibile quanto i clienti siano legati all'Elefante dopo più di 45 anni. Ci sono generazioni (siamo alla terza o alla quarta), che hanno viaggiato con noi. Desiderano fare il viaggio con noi. Un onore e un onere enorme".

Gv: Come sono cambiati i turisti nel corso degli anni?

"La società è cambiata profondamente, non necessariamente in peggio, ma è molto cambiata. I clienti sono uno specchio fedele di questi profondi cambiamenti: immediatezza, volubilità, prenotare all'ultimo per difficoltà di pianificazione della vita. Al centro di tutto questo il viaggio è rimasto un momento speciale, a cui nessuno vuole rinunciare. Forse ancora più di prima".

Gv: Quanto sono apprezzate le iniziative legate all'ambiente come la Tartaruga Felice?

"Sempre di più. Il turismo, come tutti i settori produttivi non può prescindere da una sempre più forte attenzione all'ambiente. Anche perché la nostra industria ha una rilevanza enorme nell'indotto del territorio. A mio avviso, dovrebbe avere un ruolo ancora più importante, strategico, soprattutto nella pianificazione dello sviluppo di nuove aree o nella riqualificazione di aree da tempo destinate al turismo".

Gv: Sospenderete i viaggi in Cina? E pensa che la Libia potrà tornare in futuro ad essere quella magica destinazione che l'Elefante era in grado di offrire?

"Occorrono nervi saldi. E' tutto molto imprevedibile e fluido. Certamente per la Cina siamo di fronte ad un evento immenso, gravissimo che avrà ripercussioni globali. Ma è troppo presto per comprenderne la portata, gli effetti collaterali e la durata. Per quanto riguarda il Nord Africa (Libia) e Medio Oriente (Yemen, Iraq, Siria, ecc.) c'è nel mercato un desiderio enorme di ritorno alla normalità. Ma sembra che, in queste guerre per procura, i veri attori non sembrano averne mai abbastanza. Terrificante, ma il peggio è l'indifferenza generale".

Annarosa Toso

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us