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"Troppi costi"

20/05/2013 - numero Edizione 1407
Rigidità del sistema bancario, bassa diffusione della cultura informatica
Le banche, a parte un’eccezione, non sembrano dare molto spazio all’e-payment e al mondo del turismo. Questa la convinzione di fondo che accomuna gli interventi dei nostri lettori, sollecitati da un sondaggio sul tema e-commerce e sistemi di pagamento elettronici. “I costi dell’e-commerce sono ancora molto elevati - dicono i nostri interlocutori -, sia a livello di attivazione che di mantenimento del servizio, così come quelli legati all’uso delle carte di credito, che hanno poi il limite del plafond”. Ma ci sono anche altri motivi di resistenza allo sviluppo del settore: bassa diffusione della cultura informatica e del pc, bassa velocità ed alti costi per i collegamenti ad internet, limitata diffusione delle carte di credito e poca fiducia nella sicurezza delle transazioni online.

Le prerogative dei servizi turistici
Altro aspetto che distingue il nostro comparto da altri è costituito dalla suddivisione del pagamento: prima il versamento della caparra, cui fa seguito il saldo della pratica. “Questo - avverte un agente del Nord Italia - può rappresentare una difficoltà nell’ambito dell’e-commerce, anche se – aggiunge – bisogna riconoscere che negli ultimi anni è migliorato molto il rapporto degli italiani con il denaro di plastica”. C’è ottimismo per quanto riguarda le potenzialità delle piccole agenzie: “Possono aspirare all’e-commerce come le Olta, tutto sta a trovare gli strumenti giusti”. E in Italia – spiegano all’unisono i rispondenti al sondaggio - i costi sono ancora molto alti per chi volesse dotarsi di sistemi di un certo livello.
Da qui la reticenza a dotarsi di strumenti che rischiano di non assicurare una giusta remunerazione immediata, “a fronte di ingenti e sicure spese”, commentano. Un aiuto potrebbe, però, arrivare dai social network. “Sfruttando bene questi nuovi canali – è stato detto – non serve essere grandi, ma avere un buon prodotto sì e bisognerebbe anche saperlo veicolare bene e attirare l’attenzione del cliente. A quel punto può bastare anche solo un link a Paypal”.

Lo sviluppo dell’e-commerce
Una volta attivata la vendita online, si tratta poi di mettere a punto un progetto di sviluppo per incrementare il business. “In una piccola realtà aziendale - dice una consulente di viaggio e blogger - viene a mancare, una volta attivato questo tipo di transazione, lo sviluppo e la crescita del sito online di vendita. A mio avviso l'e-commerce può creare valore aggiunto solo se esiste un vero networking , oppure se un’unica sede di agenzia individua all'interno del suo staff una persona che avrà il compito non solo di fare e-commerce, ma soprattutto di farlo crescere”. Poi c’è il discorso di trasparenza dell’offerta: “Una volta creato il sito bisogna rispettare le regole di chiarezza e coerenza commerciale e non sempre questo è sinonimo di profitto. La gestione dell'e-commerce suppone da parte dell'adv flessibilità e inventiva per attrarre il cliente”.

Paola Baldacci e Laura Dominici

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