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Le soluzioni b2b

20/05/2013 - numero Edizione 1407
La prassi delle transazioni online si scontra con la vetustà di alcuni sistemi, ma c’è chi si muove
L’esperienza di Volonline.it è cominciata b2c per convertirsi b2b e prendere come clienti le agenzie di viaggi con le quali condividere una forte esperienza sulla biglietteria aerea. E in questa attività, presto l’e-commerce si è scontrato con la vetustà dei sistemi Iata, per la quale solo la “strisciata” della carta di credito (cartacea) garantisce una transazione sicura e non passibile di Adm. “I pagamenti online sono a forte rischio di agent debit memo, inoltre Iata non ammette carte di credito ricaricabili”, aggiunge il titolare, Luigi Deli.
Di qui l’adozione di sistemi di pagamentovia Gds, Amadeus nel caso di Volonline.it, “che facilitano di molto l’e-payment e non richiedono fidejussioni”. Se poi proprio una carta di credito deve essere usata, Deli dice di avere mosso significativi volumi con Airplus, “grazie alla possibilità di pagamento settimanale e a fronte di una fidejussione bassa”. Preferita anche da American Express, che ha il limite della mancata digitazione manuale del numero di carta, cioè non avendola fisicamente al momento della transazione. Possibilità che, invece, Visa/Mastercard offrono. “Stiamo aprendo i Pos a digitazione manuale - rassicura Daniela Randazzo, Vpayment sales manager e Global corporate payments di American Express -.
Con le nostre carte i pagamenti con Iata si possono fare, con diverse soluzioni pensate per il settore Travel b2b: Bta, una carta intestata all’agenzia di viaggio dall’azienda, oppure la carta virtuale Sof (Signature on file) e V-payment, lanciata l’anno scorso in Italia”. E’ un sistema che genera una carta monouso, per un periodo di tempo e un importo fissato, “ma non è una prepagata”, spiega la manager.

Paypal leader indiscusso
Pur contestato quando chiude i conti, leader indiscusso nell’e-payment è Paypal: anzitutto per la sua doppia presenza, dal lato del negozio online e da quello dell’acquirente. Quest’ultimo, infatti, può pagare anche se non ha un conto Pp, ma utilizzando quello dell’agenzia/operatore e naturalmente attraverso una carta di pagamento, di credito o prepagata. “Il valore principale che ci viene riconosciuto è quello della sicurezza, attuiamo un controllo molto stretto sulle carte e abbiamo limitate frodi da clonazioni, su sette milioni di conti a fine 2012, e senza chiedere fidejussioni - osserva il general manager Italia, Angelo Meregalli -. Il 58% di coloro che acquistano da mobile con carta non avrebbe acquistato online, secondo una nostra ricerca”. La società californiana, acquisita da eBay nel 2002, sta attentamente monitorando la crescita del mobile commerce: “Il futuro dell’e-commerce è in questo sviluppo, vista la fortissima accelerazione degli utenti, passati da 9 a 14 milioni e con l’Italia con una propensione altissima alla navigazione in mobilità”, precisa Meregalli.

Paola Baldacci e Laura Dominici

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