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Europa: il mercato è solido

31/03/2014 - numero Edizione 1438
I risultati della ricerca Pangaea mostrano tuttavia un lieve calo dei volumi. Vincono le destinazioni lungo raggio\r\n
I viaggiatori di lusso si muovono prevalentemente in coppia ma stanno iniziando ad apprezzare anche esperienze di famiglia.
Spendono soprattutto tra i 5 ed i 10mila euro a pratica, cercano soprattutto privacy ed esclusività e, quando pensano ad una vacanza deluxe, pensano soprattutto a mete lontane, l’Europa vale forse più un long weekend.
E’ questo, in estrema sintesi, l’identikit del viaggiatore di lusso di sei Paesi europei (oltre all’Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito) tracciato dalla ricerca che, per la quarta volta, ha coinvolto il network Pangaea, associazione internazionale di agenzie indipendenti specializzate nella consulenza e comunicazione nel settore del turismo, e 368 operatori di settore interpellati, di cui il 62% tour operator ed agenzie di viaggi.

Meno giorni
Tra i capofila del progetto, nonché membro fondatore del network, c’è anche l’italiana Aigo, ed è proprio il presidente Massimo Tocchetti ad evidenziare la prima, importante novità nel trend deluxe degli ultimi mesi, un calo dei volumi venduti: “Quest’anno circa il 47% degli interpellati ha segnalato che i propri clienti hanno intrapreso un viaggio di lusso oltre quattro volte all’anno, l’anno scorso tale percentuale era più alta, al 51%, ma rimane comunque la voce più consistente (meno sono coloro che, invece, viaggiano da una a tre volte all’anno)”.
E tra i migliori performer ci sono gli italiani, con ben 12 punti percentuali in più tra chi ha viaggiato diverse volte all’anno (lo ha fatto il 49%), a dimostrazione, forse, che certe fasce rimangono esenti o quasi dalla crisi (i migliori sono i tedeschi, l’89% dei rispondenti, anche se in calo pronunciato, 11%, rispetto alla scorsa edizione dell’inchiesta), mentre si accentua la sofferenza degli inglesi, -11% in questa fascia alta.
A livello globale si accorcia anche lievemente la durata media, che oggi è per quasi la metà dei casi intorno ai dieci giorni. Eppure si viaggia lontano: quello che emerge dalla ricerca Pangaea, infatti, è che il Vecchio Continente rimane praticamente assente dal novero delle mete in ascesa, eccezion fatta per la Grecia che mostra segni di recupero. A svettare invece è il Sudafrica, seguito da Emirati arabi, Oman (questi ultimi due particolarmente amati dagli italiani), Brasile, Giappone, Indonesia.

Sorpasso web
E c’è una rivoluzione web: per la prima volta, infatti, “c’è un sorpasso storico – afferma Massimo Tocchetti -: sul come si recuperano le informazioni, infatti, il web supera il passaparola (che era sempre stato la fonte principale), 38% a 31%. Molto più indietro, invece, i classici cataloghi dei tour operator, menzionati solo dal 7%”.
Ma è lecito pensare che, con l’evoluzione degli strumenti a disposizione, molte di queste brochure siano ormai consultate online e quindi rientrino nel paniere web, come dire, è la carta in realtà che soffre, non il catalogo in sé. Fa molto riflettere, tuttavia, anche un altro dato.
Come si informano i viaggiatori di lusso che navigano in Rete? “Siti di recensioni e testimonianze”, dice il 33%, e va da sé che qui il nome più blasonato è quello di TripAdvisor, che supera i portali ufficiali di hotel e vettori, 25% e delle destinazioni, 14%. E ancora molto deboli, come influencer di decisioni pratiche di viaggio, appaiono due attori ora molto discussi, i social media, 8%, ed i travel blogger, solo al 4%.
Meno volumi di viaggio dicevamo, ma comparto che si conferma in salute e tendente alla stabilità: nel 31% dei casi ci si attendono più viaggi per l’anno in corso, mentre un rispondente su due stima un trend in linea, forse però, ancora, con minore spesa (ne è convinto il 20%).

Mariangela Traficante

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