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L’Italia ancora troppo ferma

31/03/2014 - numero Edizione 1438
Che entri o no in agenzia, al lusso sono state tarpate le ali a monte, “da una politica governativa che lo ha demonizzato – interviene Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma –: nella nautica, nella ristorazione, il lusso pare che faccia male. Per l’80 del mercato in Italia il target è finito. Piuttosto l’italiano si compra un orologio all’estero”.
Le istituzioni pubbliche come il Lazio, sofferenti della capitale turistica come Roma che tutto intorno adombra e miete l’85% delle presenze, hanno dedicato un’agenzia regionale al turismo, ma non focalizzano su target così precisamente. E’ ancora tutto da costruire. “A chi mi devo rivolgere per fare una vera attività d’incoming? – si domanda il direttore Giovanni Bastianelli –.
Quando sono arrivato non c’erano nemmeno le brochure e il portale Ilmiolazio.com faceva tutto l’opposto della promozione. In questa regione si è lavorato poco sui prodotti, sui territori singoli e gli eventi sono stati sempre pensati per far passare il tempo ai visitatori, non per attrarre viaggiatori”.
Non ci sta Valentina Grippo, presidente della XII Commissione consiliare permanente Turismo, Moda e Relazioni internazionali di Roma Capitale e rilancia: “Possiamo fare molto, non è possibile che ci scanniamo sul Titolo V e altrove ci sono sia Atout France sia il Convention Bureau nazionale – osserva –.
Non abbiamo le brochure dei musei capitolini in russo e in cinese, dobbiamo offrire i servizi di e-payment con la carta dei servizi”. Insomma, c’è molto da fare. Ecco che Roma Capitale ha deciso di istituire un tavolo permanente di confronto con le imprese del settore turistico. Il primo appuntamento sarà in Campidoglio l’8 aprile e potrà avere una cadenza mensile o bimestrale.

Paola Baldacci e Laura Dominici

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