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Germania e Francia per l'incoming

07/04/2014 - numero Edizione 1439
Si accendono i toni del dibattito quando il discorso si sposta sulla questione di competitività e pricing. Nel panorama mediterraneo com’è vista la Sicilia? Diverse le opinioni tra i partecipanti.
“La destinazione è un mercato marginale per i turisti tedeschi perché l’Italia in generale si sta spostando su una fascia di turismo medio-alta”, esordisce Gianpaolo Galipò, agente Tui Central Europe.
Pronta la risposta del presidente di Aeroviaggi, Antonio Mangia: “Non è vero. Siamo una destinazione con prezzi competitivi su Spagna e Grecia, poi è vero che ci sono delle zone di fascia alta come quella di Taormina”. “Costiamo il 30% in più di Spagna e Grecia – ribatte Galipò –.
La verità è che l’Italia sta diventando meno competitiva”. Cerchiamo di analizzare i mercati di riferimento: secondo Mangia i francesi spendono mediamente 45-50 euro al giorno, la quota del trade vale circa il 40% e si riesce a vendere sul web anche sotto data: “Abbiamo un importante accordo con il t.o. online Caravelle: a luglio e agosto vendiamo 400 posti a settimana. Tutto sul web”.
Diverso il discorso in Germania: “La spesa media si aggira sui 60-70 euro, mentre la distribuzione vale ancora l’80% ed è dominata da Tui, Thomas Cook e Rewe. Però è uno scenario che sta cambiando: internet sta distruggendo il trade”.
In tutto questo c’è chi sta conquistando nicchie di mercato a colpi di putt: “Da circa due anni siamo aperti tutto l’anno cercando di attirare i golfisti. Non è semplice visto che siamo penalizzati dalla mancanza di collegamenti in inverno”, chiude Delia Facchini, pr manager Verdura Resort, struttura del Gruppo Rocco Forte.

Giovanni Ferrario

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