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Il cruise operating vince la sfida

02/06/2014 - numero Edizione 1446
Numeri che aprono una profonda riflessione quelli presentati dall’analisi di Gfk a Martediturismo: il turismo organizzato ha perso la metà di fatturato e passeggeri negli ultimi 5 anni. Quanto sia dovuto alla crisi o alla minore offerta sul mercato e quanto alla disintermediazione delle online travel agency (Ota) non possiamo dirlo. Per questo motivo lo scenario è ancora più drammatico, perché riguarda un prodotto – il pacchetto - che ha subito meno migrazione verso i canali web dei singoli servizi aerei, hotel e autonoleggio.
Soffermarsi sulle cause di queste perdite è senz’altro un must per i tour operator oggi, i quali affrettandosi stanno cercando di adeguare le proprie tecnologie per dare alle agenzie una competitività che le allinei a quanto i viaggiatori trovano online b2c. Anche solo apparentemente, visto che perlopiù sul web si fa ricerca, e senza per questo diventare una commodity. Perché, forse, la salvezza dei produttori sta proprio qui: nel package unico, complesso, “prodotto che vendiamo solo noi, format che gestiamo noi, il nostro successo viene anche da questo”, dice Massimo Broccoli di Veratour. Un concetto che il cruise operating ha fatto suo al punto da portare via quote passeggeri al pacchetto. Dei 3,7 milioni di vacanzieri che hanno acquistato un pacchetto in agenzia nel 2013, il 15% ha scelto una crociera, rileva Gfk. Il valore è cresciuto di tre punti dal 2009. Il merito va alle società di navigazione, sempre di più tour operator, innovano continuamente l’esperienza a bordo. “Siamo cambiati tantissimo – argomenta Leonardo Massa, country manager mercato Italia di Msc -: il Mediterraneo d’inverno, impensabile 10 anni fa, oggi fa centinaia di migliaia di passeggeri; in questa winter abbiamo aumentato l’offerta fly & cruise raddoppiando i voli; la crociera si è sdoganata dagli over e 30mila under 35 hanno scelto l'itinerario della Nave dei Giovani”.
Competitor dei tour operator e allo stesso tempo alleati: “Sviluppiamo relazioni – continua Massa -: da Miami rappresentiamo, per la prima volta per una compagnia europea, l’estensione ai Caraibi alternativa ai resort”. Costa Crociere ha introdotto le crociere “slow” delle navi NeoCollection: ritmo lento e tempi flessibili a bordo, itinerari fuori dalle rotte comuni, il 95% di cabine doppie. “Siamo stati i primi a proporre il fly & cruise sul mercato italiano, oggi rappresenta il 30% di fatturato e teste – spiega il direttore vendite Italia, Manuel Schiavuta -. In certi periodi, tra gennaio e marzo su Caraibi, Nord Europa e Canarie, ci preoccupa di più la disponibilità aerea che il riempimento delle navi”. Lo sviluppo aereo ha favorito l’evoluzione del prodotto: “Facciamo dynamic packaging con i vettori, anche low cost. Il mondo dei vettori ha certamente influito sulla crescita”.

Paola Baldacci

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