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Pagare facile dà spinta al Pil

23/06/2014 - numero Edizione 1449
Spesa straniera a +9% con le carte
Ampliare la gamma delle soluzioni di pagamento conviene al Pil turistico dei Paesi. Ora poi che il decreto legge, che prevede l’obbligo di installare il Pos dal 30 giugno, permetterà di pagare con carte di debito in tutti gli esercizi, è automatico prevedere un minor flusso di contante a favore dell’e-payment nelle spese di servizi turistici. Sul buon esito dei pagamenti elettronici in termini di entrate dà conferma un’analisi del Ciset-Banca d’Italia, illustrata da Valeria Minghetti, senior researcher, in occasione della 24esima tavola rotonda del ciclo MARTEDIturismo by Guida Viaggi svoltasi nei giorni scorsi a Milano. “Nel 2013 gli stranieri in Italia – annuncia Minghetti – hanno adottato come modalità di pagamento nel 50% dei casi il contante, contro un 35% di utilizzo delle carte (che vale il 48% della spesa) e un 11% di altro. Poco diverso il caso degli italiani all’estero: il 47% è rappresentato dal contante, mentre il 30% ha usato le carte (però vale solo il 39% di spesa) e un 19% altri strumenti”. Da notare, quindi, che mentre gli stranieri usano le carte per spese di importo elevato, nel caso dei nostri connazionali il sistema viene utilizzato anche per piccoli acquisti, come ad esempio i mezzi di trasporto.
Tra il 2012 e il 2013 si è assistito ad un +3% di spesa straniera (fonte Banca d’Italia), ma le carte hanno fatto segnare un +9% con un +10% di valore. Per contro gli italiani nello stesso periodo hanno speso l’1% in meno, “ma il +1,2% con le carte”. Il governo ora spinge sulla digitalizzazione delle imprese. E la normativa non può che facilitare il percorso verso l’innovazione nei sistemi di pagamento. Iter permettendo…
Incredibile scoprire che la definitiva entrata del Pos negli esercizi per pagamenti oltre i 30 euro dipenda da un anche. L’esperto di sistemi di pagamento elettronico, Roberto Garavaglia, ha illustrato il tortuoso percorso della normativa, che doveva estendere l’uso delle carte di pagamento ai piccoli acquisti già dal 1° gennaio e che il Milleproroghe di dicembre, convertito a fine febbraio in legge, ha rinviato al 30 giugno. Ma, spiega Garavaglia, “in realtà bastava osservare bene la norma primaria sin dal principio (2012): […] i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti […] sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito, per accorgersi subito di un’importate mitigazione”. Quel “anche” indebolisce la norma, che ancor oggi propone il dubbio “se l’obbligo del Pos sarà obbligatorio per tutti e da subito o se sarà previsto un altro regolamento attuativo che specifichi, per esempio, le disposizioni transitorie”, puntualizza il manager. Cosa può succedere? “Possiamo ipotizzare ancora uno spostamento di data, oppure nessun nuovo intervento attuativo”. Se un cliente vuole pagare con il bancomat e l’esercente non ha il Pos, cosa accade? “Si potrebbe configurare il caso che il c.c. definisce mora del creditore. Il consumatore non può uscire dall’hotel se non ha manifestato la volontà di pagare con lo strumento in parola. Il creditore non è obbligato ma solo onerato a ricevere la prestazione, mentre il debitore è obbligato ad adempiere e deve avere il modo di farlo anche quando il creditore non voglia”. Il Pos, forse, risolverebbe...

a cura di Paola Baldacci e Laura Dominici

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