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Le ragioni dell’agente fai da te

02/02/2015 - numero Edizione 1464
“Poco spazio per due intermediazioni se manca valore”
Maggiore personalizzazione. Indisponibilità del tour operator. Marginalità superiore. Tempi di risposta più veloci dai corrispondenti. Sono queste le ragioni essenziali per cui gli agenti di viaggi si trasformano in tour operator. Dai risultati del sondaggio condotto da Guida Viaggi presso i suoi lettori risulta che è in costante crescita il numero di agenzie che si occupano di autoproduzione. “Non c’è più spazio per un taglio dei costi – ci dicono gli agenti – e ce n’è poco anche per una doppia intermediazione, tenendo conto che i tour operator non danno sempre un valore aggiunto”.
La costruzione del pacchetto in proprio, inoltre, “risulta spesso meno onerosa per i clienti – aggiunge un rispondente -, basti pensare alle sempre più care quote di iscrizione-diritti di prenotazione, per non parlare delle assicurazioni promosse dagli operatori come obbligatorie”.

Come agiscono
I software gestionali sono un valido aiuto nel lavoro quotidiano delle agenzie, anche se qualcuno sottolinea “l’esosità di questa tecnologia e un supporto non sempre adeguato”. Ma ci sono altri mezzi: “Il Crs o il sito del vettore low cost per la biglietteria, le banche letti tradizionali ed i principali autonoleggiatori sono già un supporto sufficiente per organizzare pacchetti di media e bassa complessità – spiega un agente del Nord Italia -. La crescente domanda per prodotti di nicchia impone poi di rivolgersi a degli specialisti”. Sui rischi in cui la distribuzione può incorrere facendo da sé il commento è che si tratta di “un’inevitabile trasformazione del ruolo dell’agente al dettaglio (che torna alle sue origini). La rischiosità può essere evitata con un’adeguata copertura assicurativa e idonei margini di remunerazione”. Importante poter contare su fornitori affidabili e sulla velocità di risposta dei Dmc, “che ti permettono di incrementare le vendite e darti una specializzazione più accurata facendoti diventare un esperto della destinazione”. C’è chi avverte: “Meglio valutare di volta in volta. Sui viaggi in Italia e in Europa ci sono vantaggi economici soprattutto in bassa stagione, quando trovare voli alle stesse tariffe dei t.o. non è un problema”.

T.o. in ritardo
Dovendo valutare la mossa attuale dei tour operator, che stanno implementando il fronte tecnologico trasformandosi in consolidatori, i commenti sono positivi, ma mitigati dalla consapevolezza che si tratta di una reazione a scoppio ritardato. E i rispondenti al sondaggio aggiungono: “Dovevano pensarci 10 anni fa; se lasciano i vari balzelli non hanno storia rispetto alle Olta”. Ai tour operator danno anche qualche consiglio: “Affiancherei a questa strategia una politica di ricerca di nuovi prodotti/contratti; dovrebbero avere all’interno dell’azienda esperti di web marketing e di social media per comprendere i trend di sviluppo turistico”. Una considerazione finale parla poi di tour operator come “pilastro insostituibile quando industrializza servizi turistici ad elevato valore aggiunto come nel caso di pacchetti charterizzati o tour accompagnati, opportunamente supportati da allotment di voli e di camere”.

Paola Baldacci e Laura Dominici

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