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Integrazione fattibile e nemmeno disruptive

07/09/2015 - numero Edizione 1483
La relazione tra aziende digitali e turismo organizzato, preludio a #NF15
"Nella relazione tra innovazione e turismo siamo all’inizio. Ma la contaminazione è iniziata”. Le parole di Stefano Ceci, founder e ceo TravelMesh, ben sintetizzano quanto emerso dal ventottesimo appuntamento con MARTEDIturismo by Guida Viaggi tenutosi allo Spazio Copernico, a Milano. Tema dell’incontro, animato da nutrito e qualificato panel di relatori, è stato il rapporto tra startup digitali e turismo organizzato. Il terreno è fertile, se si considera che il mercato digitale del turismo per l’Italia vale 8,8 miliardi di euro con un’incidenza del 18% sul mercato complessivo, pari a 49,5 miliardi, considerando sia la spesa incoming (derivante da viaggi di stranieri in Italia), che domestica (viaggi di italiani in Italia) che outgoing (viaggi di italiani all’estero).
Dai dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico risulta che il 46% della spesa digitale in ambito turismo è generato da turismo domestico, in crescita dell’11% rispetto al 2013; il 34% dall’outgoing, in crescita del 9% e il rimanente 20% dall’incoming, in crescita del 6%.

Acceleratori di business
Da temute concorrenti le startup diventano acceleratori di business, e i casi in cui i player tradizionali acquisiscono imprese innovative non sono più rari. A partire da Lastminute.com con Map2app. Niccolò Bossi, investor relations and corporate affairs della ota svizzera rimarca l’interesse costante nei confronti di “piccole iniziative di business complementari al nostro modello”, strategia vincente se si pensa che “spesso le aziende sono concentrate sul loro core business e lo sviluppo di nuovi progetti dall’interno è difficile”. Arduo, ma non impossibile come testimoniano i casi dei tour operator presenti all’incontro. “Fluidtravel è la nostra startup – ha dichiarato Davide Catania, amministratore unico Alidays Tour Operator -, grazie alla quale cerchiamo di dialogare con il cliente insieme all’agente di viaggi”. In casa del competitor Naar la strada è lo sviluppo delle app “per seguire il cliente prima e durante il viaggio”. Un concetto, questo di restare nelle “tasche” del viaggiatore, caro a molti. Hotelplan dal canto suo è reduce dai primi mesi di sbarco nell’ecommerce, e si scontra, ha dichiarato il marketing manager & e-commerce Alessandro Biasi, con la difficoltà di far capire ai viaggiatori che “c’è una differenza tra chi vende prodotto online e chi lo fa con le garanzie da tour operator”.

I Gds affiancano
Uno sguardo interessato alle startup digitali viene dai Gds che colgono l’occasione per arricchire l’offerta. Dal programma dedicato che Travelport ha appena lanciato, all’esperienza di Sabre con Dev Studio e protagonista di diversi hackathon, non ultimo quello organizzato lo scorso anno a NF, il legame si sta rinforzando. “E’ ancora presto per parlare di trend”, ha affermato Silvio Paganini, general manager Italia e Malta Travelport, ricordando il programma d’incubazione dedicato, svolto in cicli quadrimestrali. Esso accetterà fino a quattro nuove imprese a manche, al termine delle quali i team prenderanno parte a una giornata dimostrativa, per illustrare i progetti al management di Travelport, agli investitori e ad altri potenziali business partner del settore dei viaggi. “Il turismo è un’opportunità per le startup”, incalza Mariano Viola, centre of excellence Sabre Emea. “Assistiamo alla proliferazione di app: gli utenti amano passare da una all’altra – osserva-. Il Sabre Red App Centre ne conta 150 scaricabili, tra queste quella di maggior successo è stata realizzata da una realtà italiana”. Dall’hackathon tenutosi lo scorso anno a NF, Sabre ha avviato il percorso d’integrazione nella propria piattaforma delle startup partecipanti. In Italia ci sono tra le 3mila700 e le 4mila startup, un centinaio delle quali appartiene al settore turistico.

UniCredit accompagna
“Saranno anche la moda del momento - dichiara Sara Scurati, country development plans di UniCredit -, ma il nostro interesse si manifesta già da tempo, attraverso UniCredit Start Lab”. “Forti del nostro parco clienti cerchiamo di creare contatti tra l’universo dell’innovazione e le imprese tradizionali – continua-. C’è un grande interesse verso queste tematiche, tanto che in molte aziende sono nati veri e propri uffici di open innovation”. Con 45mila clienti nel settore del turismo, di cui circa 7mila hotel, per la banca “non è solo questione di investimenti per sostenere progetti, ma di accompagnare le imprese del turismo verso la digitalizzazione. Notiamo la necessità da parte degli operatori di accostarsi al mondo digitale, ma non sempre sanno quale approccio seguire”. Anche il cospicuo investimento in Travel Appeal è stato condotto con lo scopo di accelerare questo processo.

Le agenzie ci credono
Che le startup digitali facciano bene al business tradizionale lo pensano anche gli agenti di viaggi. E’ quanto emerge dall’indagine condotta nel mese di giugno dall’Osservatorio Guida Viaggi. “Ritenete che startup come applicazioni digitali che permettono di prenotare escursioni/hotel last minute possano aiutare i tour operator e le agenzie di viaggi a migliorare il prodotto per il consumatore finale?”, abbiamo chiesto. Il 60% dei rispondenti ha detto “Sì”, un dato che sale a ben il 70% al Sud Italia (se si considerano i dati splittati per area geografica, ndr). Un 28% del campione non crede nell’utilità di queste nuove realtà, mentre per un 4% non è ancora il momento giusto.

Gli eventi a #NF15
A testimoniare l’importanza del legame tra turismo e startup digitali, a queste ultime è dedicata una grande attenzione in occasione di #NF15 (Fiera di Bergamo, 25 e 26 settembre). Nella due giorni avrà luogo Startup 360° dedicato alle nuove realtà della travel industry, con coding e relativo hackathon, spazio espositivo, pitch e possibilità di demo. Al Global Startup Village, inoltre, s’incontreranno le più innovative startup della travel industry e da quest’anno saranno presenti anche i maker di soluzioni per l’hospitality e startup straniere provenienti dai mercati inglese, russo, tedesco e francese.


Paola Baldacci e Emanuela Comelli

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