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Bastianelli, una poltrona nuova e un divano vintage

30/05/2016 - numero Edizione 1505

Orgoglioso dell’incarico in Enit, non esita a ribadire che il passato è seppellito 

Dal mondo dell’imprenditoria alle file del ministero nell’epoca del discusso Codice del Turismo, la fiducia di Zingaretti per il Lazio, e poi la candidatura vincente a direttore dell’Enit. “Ad ogni nuovo incarico l’appuntamento con lei sembra immancabile”. Ci accoglie sorridendo Gianni Bastianelli, neo direttore esecutivo Enit, felice di questo incarico e, a quanto pare, nella carreggiata giusta per perseguire la nuova sfida dell’ente.

Gv: In che direzione va l’Enit? Quali sono le priorità?
“Deve funzionare e il  rinnovamento va in questa direzione. Definito il suo ruolo, che è quello di attrarre i flussi turistici dall’estero verso il nostro Paese, deve semplicemente rafforzarlo. Questi flussi vengono prevalentemente da mercati per noi consolidati nel Nord Europa e nel Nord America, ma ci sono dei nuovi mercati che hanno un potenziale di crescita notevole. Il nostro impegno si concentrerà su questa domanda”.

Gv: Verranno rivisti gli stipendi dei dirigenti all’estero? Ci sono leggende che parlano di 10/20.000 euro al mese, nessuno ha mai saputo con certezza… In compenso tutti tremano alla prospettiva di un taglio alle sedi e vogliono sapere quali.
“Non so di questi stipendi,  appartengono al passato.  Le do la certezza che non è così ora, non siamo nemmeno lontanamente vicino a quelle cifre. Quanto al taglio delle sedi, nell’ottica di cui parlavamo di contenimento  dei costi, posso dirle che diverranno sempre più operative, coordinate secondo le nuove direttive di marketing che vengono dalla sede centrale. Opereremo con un modello organizzativo imprenditoriale in cui tutte le attività, anche periferiche, si svolgeranno secondo un indirizzo preciso e degli studi di settore”.

Gv: A proposito di questo l’Osservatorio del turismo è ora sotto la vostra responsabilità.
“Sì, affidatoci dal ministero, sarà attivato in maniera moderna anche questo in collaborazione con le nostre sedi all’estero, che hanno una conoscenza diretta dei Paesi ospiti. L’Osservatorio sarà così anche un termometro utile per gli operatori turistici che avranno dei dati specifici. I nostri mondi di riferimento sono le Regioni e le imprese, e con loro dobbiamo relazionarci. Occorre supportarli attraverso la partecipazione a fiere, educational, workshop”.

Gv: A proposito, le fiere sono inutili come si mormora sempre nei corridoi delle manifestazioni?
“Assolutamente no, sicuramente l’Enit ha scelto di farle meglio riducendo la sua partecipazione da 24 a 10. Non partecipiamo a tutte per concentrare il nostro interesse e magari intervenire sul territorio affiancando altri prodotti di filiera legati al turismo. Ad esempio il Golf, visto che la Ryder Cup sarà giocata in Italia nel 2022 ed è il terzo evento sportivo mondiale dopo le Olimpiadi e i Mondiali di Calcio”.

Gv: Nuova declinazione web e l’annosa questione del portale. Dove va a finire e come va a finire la storia appassionante di Italia.it iniziata con Lucio Stanca?
“Il successo della sperimentazione con l’hashtag #azzurro è la prova del fatto che c’è un grande coinvolgimento sul tema del turismo nel web.  Quanto a Italia.it, ora sotto la nostra gestione, posso osservare che ormai i portali seguono logiche nuove, sono punti di interrelazione con i social.  E presumo che andremo in questa direzione”.

Gv: Ma i soldi ci sono?
“Sul portale non posso risponderle in modo preciso,  ma sicuro che i soldi ci sono per tutto quello che occorre. Il mio ruolo è quello di mero esecutore. Cercherò di fare del mio meglio con i finanziamenti assegnati, in base alle direttive del Cda che decide”.

Gv: Tra Regioni e associazioni di categoria è comunque molto difficile agire con snellezza, come contate di fare?
“Cambiato lo Statuto è cambiato tutto. Bisogna anche pensare che il 60% di fatturato del turismo italiano viene dal mercato interno e in questo le Regioni hanno un ruolo basilare. Sia le Regioni che le associazioni sono rappresentate nel Cda. Il lavoro che andremo a fare con l’Enit verrà svolto, sia chiaro, con il consenso di tutti”. 

Gv: Magari qualche associazione esclusa dal piccolo e snello Cda si è lamentata…
“Con me nessuna associazione di categoria si è lamentata. Anzi, tutti ci hanno fatto i complimenti pubblici e privati. Ora chi dice che non saremo snelli o che si sente escluso non l’ha detto sicuramente a noi e con trasparenza”.

Gv: Le “gole profonde” dell’Enit saranno messe a tacere o spariranno con qualche sede di troppo in questa nuova era di pulizia e trasparenza?
“Di gole profonde non ne vedo qui. Non so a che cosa si riferisce”.

Gv: Beh ogni volta trapelavano notizie abbastanza scomode sui giornali come se ci fosse qualche nemico interno …
“Parliamo sempre del passato. Sicuramente d’ora in poi questi episodi, ove ci fossero stati, non si verificheranno più. Con il commissariamento l’Enit è stato messo sotto stretta osservazione e prima del nuovo Statuto e del nuovo Cda è sparita ogni traccia di questi episodi. Ora siamo velocissimi, la burocrazia è un lontano ricordo. Sono un fautore della snellezza”.

Gv: Perché viene dal mondo dell’imprenditoria…
“No, proprio perché sono così. Soprattutto con il nuovo incarico, mi sono fatto prendere dall’entusiasmo e ho grandi speranze di riguadagnare terreno. Non vedo comunque i problemi interni che mi segnala”.

Gv: Perché è stato scelto lei tra 350 candidati? Cosa è decisivo nella sua esperienza per il futuro dell’Enit?
“Non lo so perché ma ringrazio il Cda che mi ha scelto. Mi occupo di promozione turistica del Paese più bello del mondo: per me è motivo di grande orgoglio. Mi sento come un calciatore che viene convocato nella Nazionale dopo una lunga carriera, per giocare da titolare”.

Gv: A cosa lavora la mattina quando arriva a via Marghera, con chi prende il caffè? Che progetti ci sono sul suo tavolo?  Matteo Marzotto appena nominato uscì subito sui giornali per il fatto che per prima cosa con Pao-lo Rubini avevano fatto l’abbonamento a Dagospia.  Lei a che giornali è abbonato? Suppongo a Guida Viaggi?
“Mah, qui in ufficio non sono abituati a vedere il direttore tutti i giorni fin dal mattino. Ho fatto anche amicizia con la guardia che chiude alla sera, visto che sono spesso l’ultimo a uscire. Il caffè lo prendo prima di arrivare, a Largo Argentina, da sempre.  Altri qui non ne prendo, rischio di diventare troppo nervoso. E ovviamente si, il primo giornale cui mi sono abbonato è Guida Viaggi. La newsletter serale invece me la leggo sul divano rosso, un altro acquisto di Matteo Marzotto rimasto qui a ravvivare, con gusto, l’ufficio”.             



Letizia Strambi

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