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Usa: entro il 2023 visitatori a quota 96 milioni

13/05/2019 - numero Edizione 1570

Per quanto riguarda il nostro mercato si arriverà a 1.220.000 viaggiatori

Gli Stati Uniti accoglieranno 96 milioni di visitatori internazionali entro il 2023: è la previsione del National Travel and Tourism Office (Ntto), secondo la quale si stabilirà un nuovo record per i viaggiatori stranieri in entrata.
Ma qual è l’andamento del mercato italiano? “Il trend di arrivi negli ultimi anni è stato in crescita - fanno sapere da Brand Usa, l’organizzazione per la promozione turistica degli Stati Uniti -: nel corso del 2017 gli Usa hanno registrato l’ingresso di 1.032.000 viaggiatori dall'Italia, in aumento  del 4% rispetto all'anno precedente, secondo i dati dell'Ntto. Il numero di arrivi italiani negli Stati Uniti è cresciuto di oltre il 30% dal 2009 al 2017 e si stima che raggiungerà quota 1.220.000 entro il 2023”.
Quanto incide concretamente la presenza di un’organizzazione di promozione sui trend e sulla spesa dei visitatori internazionali?A dare risposta a questi quesiti è uno studio della Oxford Economics: secondo il report, Brand Usa negli ultimi 6 anni ha costantemente generato importanti risultati. In particolare le azioni di marketing di Brand Usa nell’anno fiscale 2018 (1
ottobre 2017-30 settembre 2018) hanno aiutato a conseguire i seguenti risultati: 1,13 milioni di visitatori internazionali in più negli Stati Uniti, 4,1 miliardi di dollari di introito per acquisto di biglietti di mezzi di trasporto statunitensi, 1,17 miliardi di dollari di introito in tasse federali, statali e locali, 8,9 miliardi di dollari di impatto economico totale, 52.305 posti di lavoro creati in media nell’anno. L’indice Roi dell’anno fiscale 2018 è 32:1, vale a dire che ogni dollaro speso da Brand Usa in attività di marketing ha generato 32 dollari spesi dai visitatori internazionali.
Positivi anche i risultati cumulativi per gli anni fiscali 2013-2018: le azioni di marketing di Brand Usa hanno aiutato a generare 6,6 milioni di visitatori in più negli States, 21,8 miliardi di dollari di introito per acquisto di biglietti di mezzi di trasporto statunitensi, 6,2 miliardi di dollari di introito in tasse federali, statali e locali, 47,7 miliardi di dollari di impatto economico totale e quasi 52.000 posti di lavoro creati in media ogni anno. I risultati dei 6 anni equivalgono a un Roi medio di 28:1.
Ma da cosa sono attratti i nostri connazionali nella scelta della propria meta di vacanza? “Le tre principali motivazioni che spingono gli italiani a scegliere una destinazione intercontinentale secondo il Marketing Intelligence Study 2018 di Brand Usa  - evidenzia l’organizzazione - sono la cultura locale, le attrazioni culturali e storiche (musei, monumenti) e le attrazioni legate alle spiagge e al mare”.
Tra le azioni messe in atto da Brand Usa per la sua presenza in Italia, oltre alla presenza alle fiere di settore, anche l’organizzazione di un fam trip “che ha portato una delegazione di tour operator italiani alla scoperta degli Stati Uniti”. L’organizzazione ha, inoltre, ospitato corsi di formazione per agenti di viaggio in diverse città italiane e ha sviluppato costantemente programmi di co-marketing.
E quali sono stati gli effetti del rincaro dell’ingresso ai parchi, chiediamo? “Brand Usa continua a promuovere la visita ai maestosi parchi nazionali, la cui bellezza naturale rimane tra le esperienze di viaggio più entusiasmanti offerte dagli Stati Uniti - risponde l’organizzazione -. Gli States presentano una incredibile ricchezza di attività e offrono ai viaggiatori italiani un ventaglio pressoché infinito di esperienze non convenzionali. Brand Usa raccomanda ai visitatori di consultare per prima cosa il sito ufficiale dei parchi nazionali (www.nps.gov ) per avvisi e informazioni accurate sui parchi che desiderano visitare”. 



Nicoletta Somma

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