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Mare Italia tra last minute e dumping

22/07/2019 - numero Edizione 1575

Per qualcuno è un rischio, per qualcun altro una certezza: assodato che sia in difficoltà, sul mare Italia aleggia un altro spettro, quello del dumping. Non si tratta di un problema nuovo, certamente, ma stando ai nostri interlocutori è di estrema attualità. “Il mare Italia ha iniziato ad avere difficoltà già dall’anno scorso – afferma Michelangelo Lurgi, ceo & founder di Giroauto Travel - e quest’anno la cosa si è palesata da subito. Alcuni pensavano che le condizioni climatiche sfavorevoli del mese di maggio avessero ritardato la partenza delle vendite, ma questa era solo una falsa visione del problema. Il mare Italia è in calo per tutti – commenta il ceo -, ma spesso questo non viene evidenziato dai t.o. perché potrebbe essere visto come una perdita di forza”. Il discorso, in realtà, è più ampio “ed è legato ai prezzi – spiega Lurgi - che sono molto al di sopra di quelli dei competitor Egitto, Turchia, Grecia”. Il turismo straniero si sta dirigendo sempre più verso queste mete, prosegue il manager, “lasciando in parte anche il mercato italiano, e quindi le strutture turistiche tricolori che vendevano all’estero stanno subendo perdite che devono colmare offerte last per gli italiani”.
Non solo, Lurgi ritiene che ci siano altre questioni da tenere presente: “La carenza di infrastrutture e trasporti adeguati in particolare nel Sud Italia, l’incapacità di avere un’adeguata politica di mobilità, l’incidenza del carico fiscale e delle aliquote Iva sulle prestazioni e sui servizi, il fatto che le località di mare italiane offrano pochi servizi alla clientela, mentre le destinazioni estere ne propongono una serie molto strutturata, il fatto che le strutture ricettive italiane siano sottodimensionate e i costi di funzionamento siano molto alti”. Non da ultimo “non abbiamo una adeguata politica di promo-commercializzazione del prodotto Italia sui mercati esteri”. Quindi si corre al last minute e al last second, con il dumping che non è un rischio, ma “una certezza e tanti sono i casi”.
Si tratta di un pericolo secondo Geo Travel Network, e in particolare lo è per tre motivi diversi. Il primo è ciò che soffrono “i t.o. verso gli albergatori, una attività che si era un po' persa in questi ultimi anni, ma che invece ora sta riemergendo - osserva l’a.d. Luca Caraffini -. Cercano di avere un cliente in più, anche con operazioni che mettono in discussione il rapporto con gli operatori”. Un altro aspetto emerso è che a “luglio le offerte sono forti - sottolinea il manager  -, con tariffe al ribasso del 10 e del 20%. Inoltre, sono stati prolungati a giugno diversi advanced booking che terminavano il 30 maggio”. In termini di trend il manager osserva che il Mare Italia cresce solo del 7%, è in pratica il prodotto con la crescita più bassa per la rete, visto che Geo cresce in media di oltre il 9%. Il verdetto è molto chiaro, in sintesi: “L'Italia sta soffrendo maggiormente come target”.
Dopo un periodo di calma che ha riguardato tutto il mese di maggio e l’inizio di giugno, la situazione sembra essersi ripristinata ai normali ritmi della stagione: è questo il commento di Marco Rosselli, responsabile commerciale Napoleon Tour Operator alla conclamata difficoltà del mare Italia. E alla domanda su cosa succederà adesso, Rosselli afferma: “Queste sono risposte che tutti vorrebbero avere”. Il manager non esclude il rischio di dumping sui prezzi per conquistare il last minute ma “le crisi del passato in teoria hanno insegnato a tutto il comparto come muoversi in determinate situazioni”.
Secondo Massimo Diana, direzione commerciale Ota Viaggi, “chi avrà sottoscritto troppi impegni di garantito, potrà essere in sofferenza, ma chi avrà saputo prevenire questa situazione, affronterà il tutto come sempre nelle scorse stagioni”. Alla domanda su come si stia muovendo il tour operating, il manager osserva che “last minute, offerte, promozioni sono sempre stati fatti, è vero che l’advanced booking ha enormemente ridotto queste azioni commerciali, ma il tutto sarà sempre regolato da quanto invenduto ogni t.o. avrà ancora da smaltire”. Secondo Diana “i maggiori t.o. nazionali che operano per la destinazione Italia hanno cercato di limitare l’effetto dumping con l’acquisizione totale della disponibilità delle camere per ogni singola struttura, il vero dumping si potrà avere su quelle strutture dove il prezzo non è controllato da un singolo marchio, ma è ancora una struttura generalista”. In casa del t.o. nelle ultime settimane le vendite hanno ripreso “un ottimo andamento, qualcuno sarà in difficoltà, speriamo che poi tutti possano portare a casa un buon risultato”, ma a detta del manager “l’incognita non è il 2019, sicuramente sarà il 2020”.
Il problema del last minute e dei prezzi al ribasso? Per Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze, tutto è partito da tre fattori fondamentali: “I lunghi ponti, il clima non favorevole dei mesi scorsi, il forte recupero del Nord Africa che hanno penalizzato il prodotto Italia. Da qui la politica commerciale aggressiva per portare a casa prenotazioni sotto data”. E se il trend di mercato per le vendite di turismo organizzato in Italia sta registrando negli ultimi anni un trend di crescita fisiologica che va dal 3 al 6%, come ha spiegato il ceo, il suo gruppo vede una progressione di volumi venduti a doppia cifra, “attorno al 10% per la parte corporate”, mentre il leisure, inteso come pacchetti vacanza, “questa estate cresce del 4% circa per il nostro gruppo”.        



Laura Dominici, Nicoletta Somma, Stefania Vicini

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