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Il falso mito della polizza all inclusive

16/11/2020 - numero Edizione 1594

Si cercano coperture più estese rispetto al passato

Il bisogno di sicurezza, la ricerca di serenità fanno sì che oggi il cliente scelga coperture maggiori quando si rivolge a un’assicurazione, anche a costo di  pagare un prezzo superiore. Ciò non significa, però, che l'assicurazione debba essere all inclusive e dare risposta a tutto. Conciliare queste due esigenze non è semplice: “Questo aspetto è particolarmente complesso per due ordini di motivi - conviene Michele Cossa, a.d. di Borghini e Cossa -. In primis è oggettivamente difficile per chi non è addetto ai lavori comprendere la portata di una polizza al momento dell’acquisto; a ciò contribuiscono la terminologia complessa, che sempre si mischia a concetti di natura legale, oltre ad una fisiologica avversione verso la materia assicurativa”. Il secondo elemento risiede nel fatto che “l’efficacia di una polizza può essere verificata soltanto nel momento del bisogno, il sinistro - prosegue il manager -; è molto difficile attribuire ex ante il corretto valore ad una copertura assicurativa. Torniamo dunque al valore dell’intermediazione: anche per l’assicurazione viaggio risulta imprescindibile affidarsi all’intermediario che deve avere la capacità di proporre ed illustrare chiaramente il prodotto adatto non solo alla tipologia del viaggio, ma anche al tipo di viaggiatore”.
Se da un lato le compagnie assicurative vengono sollecitate “a dotarsi di un’offerta sempre più ampia in termini di garanzie proposte - esamina Guido Dell’Omo, head of  sales and distribution Axa Partners Southern Europe -, dall’altro devono continuare ad operare nell’ottica di una sana e prudente gestione che assicuri l’equilibrio tecnico per non far esorbitare i premi delle polizze viaggio. I rischi sono dunque evidenti, si chiede un prodotto più ampio, completo ma senza gravare sui costi. Le compagnie stanno attraversando un momento piuttosto difficile tra i sinistri cui fare fronte e il mancato incasso di nuovi premi - analizza Dell’Omo -. L’ottica rimane quella di ragionare a medio/lungo termine valutando attentamente con competenza e serietà ogni mossa. Ritengo sia  necessario non agire in modo compulsivo rincorrendo i nuovi rischi che di anno in anno scuotono il mercato, bensì adottare un approccio sistemico che tenga conto di tutte le  esigenze del comparto”.
Una polizza che copra tutto “non esiste ed è una richiesta del mercato che non condivido - asserisce Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa I4T -. Forse sarebbe più facile da vendere, a prescindere dal premio, ma non farebbe gli interessi del consumatore. La polizza non deve e non può coprire tutto - dice con convinzione Garrone -, ma deve, da un lato, essere in linea con lo scenario di riferimento, quindi contemplare le effettive voci di rischio legate al contesto, dall’altro essere modulabile per offrire livelli di copertura in linea con le reali esigenze del cliente”.
Le persone ricercano coperture più estese e guardano meno al prezzo rispetto al passato, conferma Stefano Pedrone, responsabile divisione turismo di Nobis Assicurazioni, “con conseguenza diretta che il ticket di acquisto si è decisamente alzato negli ultimi anni. Le assicurazioni si propongono l’obiettivo di offrire ai loro clienti prodotti sempre più evoluti e al passo con i tempi, ma chiaramente non è possibile andare a coprire con un prodotto tutte le aree di rischio - afferma Pedrone -. Si può e si deve comunque continuare a lavorare sulla promozione della cultura assicurativa nei confronti del cliente e rendere le condizioni delle polizze sempre più chiare, specificando nei dettagli ciò che è compreso nella copertura e ciò che non lo è, in modo che in fase di sinistro non vengano deluse le sue aspettative”.
Daniela Panetta, head of sales Ergo Assicurazione Viaggi, pone in luce un altro aspetto: “In un mondo ideale, se si allargasse la base di coloro che richiedono la polizza, arrivando per esempio alla percentuale del 50/60%, i costi per avere un prodotto discretamente omnicomprensivo e di qualità si abbasserebbero notevolmente. Diversamente, se le polizze le acquistano solo quanti pensano poi di doverne usufruire - commenta Panetta -, il processo di antiselezione fa sì che i costi salgano anche a fronte di garanzie e prestazioni basiche”.
Quale strada si può seguire allora? “Maggior consapevolezza della necessità di una copertura - suggerisce infine la manager -, più informazione e trasparenza per una scelta consapevole e, di conseguenza, prezzi più accessibili a fronte di una base di acquisto più ampia”.                                                   



Nicoletta Somma

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