Contributi pubblici a Ryanair: la Ue condanna la Sardegna

 Il caso è noto, sono anni ormai che alcuni aeroporti riconoscono a Ryanair, a fronte della sua capacità di realizzare campagne di marketing di tratta, dei "contributi" al vettore, che, da tempo, sono nel mirino di Bruxelles. A tornare sull’argomento è il Corriere della Sera, da cui si apprende che la scorsa estate il caso è arrivato in Senato. Alcuni deputati, infatti, hanno messo in luce che il vettore low cost, grazie alla sottoscrizione di contratti di co-marketing con alcune società di gestione aeroportuale "ha goduto, gode e godrà in futuro di contributi pubblici stimati intorno a 100 milioni annui che giungono attraverso ’fondi di sviluppo rotte e marketing’ stanziati dagli aeroporti italiani per riuscire ad attirare il traffico low cost".
Un meccanismo che, sebbene sia andato avanti per oltre un decennio, ora si scontra con alcune regole comunitarie, fa presente il quotidiano. Ecco quindi che l’Europa ha condannato la Sardegna per aver dato dal 2010 al 2013 17 mln di euro l’anno al vettore.
Immediata la reazione di Ryanair che, in vista del taglio di aiuti, ha fatto sapere che cancellerà 22 collegamenti sulla Sardegna da aprile. Il che ha smosso la reazione degli operatori turistici sardi che hanno deciso di fare una colletta per poter trattenere il vettore low cost, temendo un crollo del loro giro d’affari. E’ stato aperto un conto corrente, l’obiettivo è raccogliere un milione di euro entro fine gennaio. Il "salvataggio" dei voli low cost dallo scalo di Alghero ha visto la partecipazione anche di alcuni artisti, quali il musicista Paolo Fresu e lo stilista Antonio Marras.
Quello della Sardegna potrebbe non essere un caso isolato, ma potrebbe verificarsi anche in Puglia, visto che il governatore Michele Emiliano ha bloccato la delibera che doveva dare il via libera ai contributi, si parla di oltre 13 milioni, per l’attività di Ryanair in Puglia. 

Tags:

Potrebbe interessarti