Valtur: “Non temo le dismissioni di Popolare di Vicenza”

Le note vicende delle settimane scorse che hanno messo sotto i riflettori alcune banche territoriali e cooperative hanno investito anche la Popolare di Vicenza, che nei giorni scorsi ha iniziato a dismettere alcune partecipazioni, tra cui quella in Save. L’istituto, attraverso la Sgr Nem, è presente anche nel capitale di Valtur con un 42% di quote. Abbiamo chiesto al presidente Franjo Ljuljdjuraj un commento sul possibile riassetto azionario.

"Non vedo particolari criticità – ha spiegato il manager – la partecipazione fa capo alla Sgr e al più potremmo assistere, nell’arco del 2016, ad un cambio di nomi di investitori all’interno della Sgr. Io resto comunque con la quota di maggioranza". Le difficoltà del settore bancario potrebbero rallentare i piani di investimento e le ristrutturazioni, chiediamo? "Il nostro piano prosegue e l’onere delle ristrutturazioni è stato considerato nella valutazione dei costi di affitto", spiega il presidente, che sottolinea una novità importante: "A fine ottobre si è chiusa la procedura legata al fallimento e alla successiva acquisizione di Valtur. Ora parte una nuova era". Potranno esserci dei risvolti sul fronte occupazionale? "Non posso ancora dire molto – avverte Ljuljdjuraj – ma entro fine mese comunicheremo i risultati finanziari del 2015, parleremo di progetti e di nuovi prodotti in arrivo". l.d.

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