La mossa della sicurezza per contrastare il terrorismo

L’Egitto stanzia 32 milioni di dollari per incrementare le misure di sicurezza nel Paese. Aumentano le misure anche Tunisia e Turchia, mentre a Londra per tenere a bada la minaccia di attentati pari a quelli avvenuti a Parigi nel novembre scorso, il governo ha deciso di incaricare ulteriori 600 ufficiali armati, raddoppiando così il numero di risposte armate in un Paese, la Gran Bretagna, che ha ospitato lo scorso anno 17,4 milioni di turisti d’oltremare.
La risposta dei governi alle minacce, inevitabilmente, non può che essere quella di agire sulle manovre di safety e security. Il rischio è molto grande, tenendo conto del peso del Pil turistico di questi Paesi. Già si è visto che in Tunisia la catena spagnola Riu Hotels ha deciso di dismettere la gestione di oltre tremila camere e questa mossa potrebbe essere seguita da altri gruppi. In Egitto, ad esempio, nei mesi scorsi gli operatori italiani sono stati informati della chiusura di alcuni hotel, inducendo gli operatori a concentrare i flussi (non tanti per il vero) nelle strutture attive.
Tunisia, Turchia, Egitto e anche Paesi non direttamente colpiti dagli attentati potrebbero assistere ad una regressione di investimenti in termini di gestioni alberghiere, che costituirebbero una prova estremamente dura da sostenere per mercati già così fortemente penalizzati e che hanno finora potuto contare su partnership consolidate. l.d.
 

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