Il Quality Group sfiora i 103 milioni di fatturato

A prima vista potrebbe sembrare poca cosa, ma quel +0,6% di fatturato che il Quality Group è riuscito a spuntare nel 2015, sfiorando quota 103 milioni di ricavi (102,979) è in realtà un vero e proprio incremento. Lo spiega meglio Marco Peci, direttore commerciale del consorzio, quando cita “ebola, Isis, terremoto in Nepal. Abbiamo perso sulla carta il prodotto più importante – dichiara – Tibet, Nepal, India, Medio Oriente per il quale avevamo preventivato almeno 25-30 milioni di fatturato”. Aver mantenuto il fatturato è stato il risultato di una serie di fattori: la crescita sulle altre destinazioni, dalle Americhe, “cresciute molto”, alla Namibia, al Botswana, all’Indocina, all’Australia, alle Terre del Nord fino alla Russia, con “una ripresa forte anche per l’India”. Altro fattore è stato l’incremento del valore pratica: “+27% – annuncia -. Un trend positivo reso possibile dall’aver offerto prodotto in grado di intercettare nuovi viaggiatori in cerca di spazi di libertà”. Sono andate molto bene anche le partenze di gruppo e quel che più conta, “l’andamento è tuttora positivo”.

Contratti commerciale e formazione

Se in questa fase dell’anno i contratti commerciali sono argomento di attualità, in realtà il manager sostiene che “oggi si elaborano più velocemente perché a livello di trattativa la collaborazione non verte più soltanto sugli aspetti commerciali ma sulla qualità e attenzione al prodotto”. Potrebbe sembrare banale, ma negli ultimi 2-3 anni il consorzio ha puntato le sue carte su altri fattori: “La partita si gioca su disponibilità e dinamismo del prodotto. Sono la velocità e la precisione a fare la differenza”. Insieme ad un programma di formazione che per il 2016 prevede l’incontro in sede con un migliaio di agenzie fino a novembre e 86 date in altrettante località per il tradizionale appuntamento con i workshop, oltre a un centinaio di presentazioni con agenzie e consumatori. l.d.

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