Lo stato di salute dei vettori italiani

Si fanno i primi conti sull'alleanza Etihad-Alitalia, partita ufficialmente nel 2015. Troppo presto per giudicare: eppure, i dati fin qui non sono entusiasmanti. La nuova compagnia ha chiuso l'anno con una perdita paragonabile ai conti di quella vecchia: nei primi nove mesi il rosso è stato di 92 milioni. I nuovi collegamenti di lungo raggio nel 2015 sono stati Venezia-Abu Dhabi, Malpensa-Abu Dhabi, Malpensa-Shanghai (aperto per Expo e poi chiuso), Roma-Seul; per il 2016 sono previsti voli da Roma per Santiago del Cile, Città del Messico e Pechino. La flotta si è ridotta a 120 aerei di cui 24 di lungo raggio. Da un punto di vista della gestione, non è stato un bel segnale il cambio di amministratore delegato dopo soli nove mesi, con Silvano Cassano sostituito a inizio 2016 dall'australiano Cramer Ball, proveniente dall'indiana Jet Airways, anch'essa partecipata da Etihad. Luca di Montezemolo, presidente e ceo ad interim, ne ha tratto un buon vantaggio d'immagine. Per ora resta confermato l'obbiettivo, contenuto nel piano industriale, di rivedere l'utile nel 2017.

I due malati
Restando in Italia, gli altri due malati del settore sperano in un 2016 di svolta, nella prospettiva di trovare nuovi partner. Meridiana soffre ormai da anni a causa di acquisizioni sbagliate, della concorrenza delle low cost e di una ridondanza di personale provocata dall'obbligo di assumere gli stagionali. Così il bilancio 2015, pur migliorato, è stato ancora in perdita, mentre il ritorno all'utile è previsto entro il 2017. Stabili a 2,8 milioni i passeggeri. Su 1.700 dipendenti, 1.350 sono in cassa integrazione a rotazione e, nell'ambito della riorganizzazione, è stata ristrutturata la flotta oggi composta da 21 aerei delle famiglie Boeing-MD;  sono usciti tutti gli Airbus, mentre gli 8 MD80, pur avendo una certa età, con i prezzi attuali del carburante sono una scelta vincente, perché di proprietà e ampiamente ammortizzati. Gli sforzi indirizzati all'efficienza commerciale hanno dato buoni frutti. Ottimi, l'estate scorsa, i risultati dei collegamenti diretti Palermo-New York e Napoli-New York, e la richiesta di voli per la Sardegna; per l'estate 2016 il Napoli-New York diventerà giornaliero, mentre verso Sardegna saranno offerti 100mila posti in più.
Blue Panorama dal 2014 è in regime di amministrazione straordinaria, che scadrà nell'ottobre prossimo. Al riparo dai creditori, la compagnia ha ritrovato smalto operativo, condizione essenziale per poter essere appetibile a una nuova compagine azionaria. Nel 2015 i ricavi sono stati di 190 milioni, con un consistente risultato operativo; nuovi collegamenti di lungo raggio (il più recente, Varadero) hanno rafforzato la leadership a Cuba, mentre il riempimento degli aerei è all'85%. Negli ultimi due anni è stata compiuta una profonda riorganizzazione, ma senza né licenziamenti né cassa integrazione per i 430 dipendenti. Nel 2016 sono anche attesi nuovi aerei in flotta.

Il caso di Neos
Neos tra le compagnie italiane è quella nelle migliori condizioni di salute, poiché il gruppo Alpitour al quale appartiene è anche il suo maggior cliente. L'arrivo nel 2015 di un ulteriore Boeing 767 in flotta (il terzo, più sei 737) ha permesso di aumentare voli e passeggeri, che hanno raggiunto quota 1,1 milioni. Le previsioni per il 2016 sono positive, con un incremento dell'8-9% sia delle ore di volo (32mila) sia di persone trasportate (1,2 milioni). Date le complessità emerse sullo scenario mondiale, Neos ha riconvertito parte del proprio traffico sulle destinazioni più richieste dal mercato, Baleari, Canarie, Grecia, Italia e Caraibi.

Lo sviluppo
delle low cost

Nel 2016 non si fermerà la crescita delle compagnie low cost, in Europa e in Italia in particolare. Ryanair nel 2015 per la prima volta ha superato la soglia dei 100 milioni di passeggeri trasportati, a quota 101,4 (+17%), salendo al sesto posto nella classifica mondiale. Le prime per numero di passeggeri nel 2014 erano Delta (171 milioni), Southwest (135), mentre United e American, poi fusesi, ne trasportavano rispettivamente 91 e 88 (fonte: Airline business-Iata). In aumento nel 2015 anche Easyjet, a 69,8 milioni (più 6,9%). Ryanair è la prima per passeggeri trasportati da e per l'Italia, con 26 mln (contro i 23 di Alitalia). 

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