Ibar: negli ultimi 15 anni tassazione di base è aumentata del 222%

Anche Ibar non ci sta. Il nodo tasse, e soprattutto l’addizionale municipale, sta surriscaldando gli animi. “Negli ultimi 15 anni la tassazione di base è aumentata del 222%”, a fronte di tariffe calate in media all'anno del 3-4% e di un numero di passeggeri in aumento, ha spiegato il presidente Umberto Solimeno, presentando ieri il rapporto elaborato dall’associazione sui flussi del traffico aereo in partenza dall’Italia nel 2015. L’incidenza delle tasse su un biglietto nazionale è del 42,2%, ha proseguito, del 25% su uno internazionale e per un intercontinentale non scende sotto il 20-22%. “In un solo ticket aereo ci sono oltre 10 tasse differenti”. L’ultima, l’addizionale comunale di 2,5 euro a passeggero, “vergognosa e inserita poco prima di Natale con i soliti colpi di coda” con un preavviso di soli quindici giorni va a “finanziare l’Inps”. Ma le compagnie aeree, ha aggiunto Solimeno, “non possono essere più considerate il bancomat a cui attingere per esigenze di fiscalità generale o per investimenti sulle infrastrutture che competono ad altri, perché si pensa che siano ricche”. Secondo elaborazioni Iata, l’addizionale municipale in un anno significherà la perdita di 750mila passeggeri, di 2.300 posti di lavoro e di 149 mln di euro in meno di Pil per l’Italia. Ed è possibile che le compagnie decidano di spostare su Paesi limitrofi con posizioni “più dolci in termini tariffari”, come Grecia, Spagna e Francia. “Siamo stufi di fare da bancomat a queste stupide cause”. E soprattutto, si chiede il presidente, cosa c’entra il passeggero? Perché dobbiamo pagare l’Inps due volte? “Questa cosa non è più sostenibile e ricorreremo a tutte le sedi, sia a livello italiano sia europeo”. n.s.

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