A rischio la firma dei contratti commerciali

Resta un argomento estremamente caldo quello dell’Iva inglobata alle commissioni che i tour operator pagano al comparto agenziale. E se da un lato c’è qualche network che sventola lo spettro del cartello da parte degli operatori, dall’altra c’è chi ammette già: “Noi non stiamo più firmando i contratti commerciali”.

La posizione della Fiavet in questa vicenda è espressa dal presidente Jacopo De Ria, che commenta: “Non dobbiamo mollare. Vogliamo farci sentire. Se poi i tour operator decideranno, commercialmente, di fare altre scelte si vedranno le conseguenze”. E intanto c'è chi fa marcia indietro, come I Grandi Viaggi.

Sul fronte della numerica è il segretario generale ed esperto fiscale Fiavet, Pierluigi Fiorentino, a dichiarare che “le imprese che nel 2013 hanno dichiarato nello studio di settore di fare un po’ di tour organizing sono 6.600 (su un totale di 8.600)”. Ciò non vuol dire che tutti facciano i tour operator, ma che ci sia in atto una spinta alla disintermediazione è innegabile. “Il dato si riferisce al 74 ter” e se si pensa che si tratta di un dato di 3 anni fa, tutto fa supporre che il numero sia nel frattempo fortemente cresciuto.

Il punto su cui la distribuzione si sta battendo riguarda poi quello della trasparenza: “Ci vuole sincerità, deve esserci una reciprocità nei rapporti tra le parti – spiega Fiavet -. Si tratta di dire se la commissione riconosciuta è al lordo o al netto di Iva”. l.d.

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