I tre asset della Puglia

"Fidelizzazione di chi torna, presenza sul territorio e qualità turistica”. Sono gli asset annunciati dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Non tanto l’inseguimento di grossi numeri, quanto piuttosto “produrre attività economica”, far fruttare ciò che si ha. “Il sistema dei parchi pugliesi è sulla carta, adesso dobbiamo farli funzionare – esemplifica Emiliano -, dobbiamo investirci del denaro, fare in modo che il Pil cresca”.

La Puglia non fa particolari proclami, ma porta avanti un piano di sviluppo preciso. “Non siamo il popolo delle cicale, ma delle formiche e intendiamo lavorare sulla squadra – ci tiene a sottolineare Loredana Capone, assessore industria turistica e culturale -. Le formiche si organizzano, si stanno organizzando. Il presupposto è il prodotto, tutto ciò che la Puglia è ed è compito nostro metterlo insieme”.

Intanto la regione registra numeri positivi, gli arrivi internazionali vedono una crescita costante e di lungo periodo con stime per il 2015 di un +9%. I pernottamenti dall’estero registrano un trend in crescita, +38% dal 2010 al 2014. “Sebbene siamo ancora molto lontani dal tasso di internazionalizzazione italiano, 20% della Puglia rispetto al 49% dell’Italia. Siamo cresciuti, ma quanto è grande la nostra potenzialità”, fa presente l’assessore.
C’è un aspetto che viene messo in luce e che è figlio della situazione contingente, ossia il fatto che la Puglia registrerà l’arrivo di flussi da quei Paesi “che puntavano al Nord Africa e che ora ci vedono come punto di arrivo”. Intanto, il 2015 ha avuto un’inversione di tendenza, in quanto “è cresciuto anche il turismo nazionale”.

L’obiettivo da perseguire è “lavorare sull’accoglienza, sugli attrattori, abbiamo bisogno della banda ultra larga e della capacità digitale”, fa presente l’assessore. Vero è che in Puglia sono già in campo progetti infrastrutturali come quello per la banda ultra larga, pari a “95 milioni di euro di investimento tra pubblico e privato per portare entro quest’anno la fibra ottica in circa 150 comuni, comprese circa 50 aree industriali di importanza strategica per l’economia territoriale”, sottolinea Salvatore Nappi, direttore business sales Sud di Tim.
La regione dal canto suo ha “un’importante presenza alberghiera, il 53% dei nostri turisti va negli hotel, il resto sceglie l’extra alberghiero”, aggiunge l’assessore, che si toglie un altro sassolino, ponendo l’accento sull’importanza dell’offerta infrastrutturale, in quanto “pagare 30 euro un volo low cost e poi non avere la ferrovia significa tagliarsi le gambe”. s.v.

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