Rigotti: “Meridiana non sarà la low cost del Qatar”

Meridiana non diventerà la compagnia low cost di Qatar Airways. Insieme al partner puntiamo sul settore cargo e sul rafforzamento del network anche nel lungo raggio”. Così Marco Rigotti, presidente di Meridiana e rappresentate di Akfed, il fondo dell'Aga Khan. Sulla possibilità di ridurre i 900 esuberi in Meridiana Fly e Meridiana Maintenance indicati dal piano il manager non chiude: “Se facciamo l’accordo. Il piano industriale a tre anni che abbiamo delineato contiene aspetti di rigore, ma anche di rilancio di Meridiana attraverso l’utilizzo più intenso della flotta, l’ampiamento del network con il riposizionamento sulle connessioni business e di lungo raggio, rilanciare le attività cargo con nuove rotte e 4 aerei dedicati. Qatar Airways rappresenta l’unica opzione: senza l’accordo gli esuberi ci saranno ugualmente, ma senza prospettive di crescita”. Ad aver convinto Qatar a entrare nella partita un ruolo decisivo “lo ha giocato il Governo – sostiene il manager -. Meridiana non avrebbe avuto alcuna prospettiva di crescita stand alone: la concorrenza delle compagnie low cost ci ha costretto ad abbandonare rotte storiche servite da aeroporti come Bologna, Firenze, Verona e Catania – spiega -. Altri vettori erano interessati ad intervenire rilevando soltanto alcuni asset. Poteva essere una mossa per fare cassa, ma senza prospettive di sviluppo. Il Qatar è interessato ad investire in Italia e l’accordo con Meridiana rappresenta un ulteriore tassello con cui entrare in Europa in un settore strategico come il trasporto aereo. Il vettore ha grandi potenzialità di crescita con una flotta di 163 aerei a medio e lungo raggio e altrettanti in ordine”.
Sui conti Rigotti afferma che l'obiettivo per quest’anno è “portare il risultato aziendale a un break even operativo. Se l’accordo con Qatar Airways sarà perfezionato, dal prossimo autunno potremo cominciare a rafforzare il network. Non sarà un piano traumatico: l'attuale flotta composta da Boeing 737, Boeing 767 e MD82 verrà mantenuta e sostituita al momento opportuno”. Ma l’apporto finanziario di Qatar Airways rimane top secret: “Su questo punto c'è una clausola di riservatezza. Del resto, il memorandum of understanding siglato non è vincolante e le parti possono stracciarlo in qualsiasi momento. Per quanto riguarda la struttura societaria, Qatar deterrà il 49% della newco costituita dagli asset apportati da Alisarda Holding ovvero Meridiana Fly, Meridana Maintenance e Air Italy, che insieme rappresentano parte del 51% che farà capo ad Alisarda. Akfed si accollerà parte dei debiti, oltre ad avere negli ultimi sette anni ripianato perdite per centinaia di milioni. Dall'accordo resta escluso l'aeroporto di Olbia che continuerà ad essere controllato all'80% da Alisarda. E sulla firma il manager si dice ottimista,“ma bisogna fare in fretta, non ci sono alternative”. Domani alle 11 è previsto il secondo appuntamento al Ministero dello Sviluppo Economico fra il vettore e le parti sociali.

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