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A conferma di quanto stia diventando una destinazione iconica, Dallas entra nella rosa delle location dei Virgin Hotels, che nella città texana aprirà nel 2018. La catena alberghiera dell’istrionico Richard Branson è già operativa a Chicago (dal 16 gennaio 2015) e annuncia nuove aperture in territorio Usa, prime fra tutte New York (2018) e Nashville (2017).

Si presenta come un marchio che, in perfetto stile “Virgin”, sarà disruptive: “Per anni l’hotellerie ha fornito servizi stanchi e senza eccitazione, spennando i clienti su quelli fondamentali – dice il sito internet -. Non sarà più così”. Tra le innovazioni “snack e bevande salutari senza pagare un braccio o una gamba, solamente prezzi ragionevoli. E tutti conservati nei nostri mini Smeg rossi”.

La descrizione del sito va avanti sugli arredi: “Non chiamatela stanza, sarebbe come definire lo Space Shuttle un aereo. Il nostro design combinerà corridoio, spogliatoio e bagno in una zona ‘dressing’ di lusso, con la possibilità di creare uno spazio per lavorare o rilassarsi, come una lounge personale. Dunque ogni cosa che vi aspettate in una suite sarà qui, più qualche altra sorpresa”.

A Dallas le camere saranno 200 e nel design district, a New York 500 nel quartiere NOMad tra la 29esima Street e Broadway, a Palm Spring 150 stanze con The Commons Club al piano terreno. Perchè Nashville? “E' indispensabile esserci adesso”, ha dichiarato il miliardario inglese autore dell'autobiografia "Il business diverte" e diversi altri testi. Deve aver saputo che la città della musica è salita tra le top 25 destinazioni statunitensi per crescita di RevPar (revenue per available room). p.ba.