Patané: “Le relazioni internazionali il vero capitale di Expo”

"Sono stato un Expo ottimista dal primo giorno. Ho comprato 575mila biglietti e li ho venduti tutti, non ho mai avuto resi". Alla fin fine l'esperienza che Luca Patané, presidente del Gruppo Uvet, ha avuto di Expo è positiva, soprattutto per alcuni aspetti che il manager non esita ad evidenziare e che gli sono serviti per gettare le basi di alcune attività successive, come la jv italo-cinese che lo vede protagonista. Il manager, però, mette in luce anche gli aspetti meno positivi, ma andiamo per ordine.

Il primo punto importante su Expo è che lui ci ha creduto. "Mi interessava per avere un maggior accesso all'offerta che c'era fuori e consolidare i padiglioni – afferma Patanè -. Ne ho gestiti 13". Tra gli aspetti positivi evidenziati c'è "la qualità degli interlocutori conosciuti, l'esperienza di fare contratti internazionali. Il vero capitale sono le relazioni internazionali", afferma convinto. Tra le ombre viene menzionato il problema con gli hotel, "nei primi tre mesi Expo non decollava", il che ha comportato delle perdite, "4 milioni", dichiara il manager. Tant'è vero che per il 2015 aveva previsto un Ebitda di "18 mln di euro se non ci fosse stata Expo", afferma. Tra gli aspetti negativi messi in evidenza dal manager ci sono gli eventi, "l'impatto preventivato sulla città c'è stato al 20%".

Ottimo il fronte dei contatti, per esempio con gli israeliani, o con l'Argentina, alla quale saranno forniti servizi a Dubai 2020, così come è stato fatto per Expo 2015. s.v.

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