Montezemolo: “Questo Paese ha bisogno di una strategia forte turistica”

"Questo Paese ha bisogno di una strategia forte turistica. Vorrei condividere seriamente con qualcuno dove vogliamo andare, quali rotte dobbiamo aprire nei prossimi tre anni. In Africa, Sudamerica, Estremo Oriente?". Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Alitalia, in un'intervista riportata dal Corriere Tv, lancia un messaggio forte "Abbiamo ancora un ente come Enit che in un Paese serio andrebbe chiuso. Certo mi sembra evidente che abbiamo invertito il trend. Una crescita ancora minima, certo. Dobbiamo ancora intervenire su una pressione fiscale eccessiva, sulla burocrazia, sulle liberalizzazioni e la concorrenza. Sfruttando una serie di condizioni favorevoli: la politica espansiva della Banca Centrale Europea, il petrolio a un prezzo bassissimo, l’euro più debole che favorisce le esportazioni. Non può essere certo fatto un decreto per la crescita. Perché la crescita la fanno le aziende. Però devono essere messe maggiormente in condizione di farlo". E un'altra stoccata: "Certo se alcune regioni vogliono continuare ad essere servite da noi devono partecipare al costo come avviene con Ferrovie dello Stato. Altrimenti è impensabile".

Il numero uno di Alitalia ricapitola i prossimi step della compagnia: "Altri 418 milioni di euro di investimento nel 2016, tre nuove rotte come Seoul, Santiago e Città del Messico, per rafforzare la nostra presenza in Sudamerica dove già andiamo giornalmente a Buenos Aires, Rio de Janeiro e San Paolo. Abbiamo rafforzato Teheran dopo la fine dell’embargo. Siamo in trattativa per avere gli slot su Pechino. Dobbiamo soprattutto rafforzare la nostra presenza in Nord America, la nostra priorità, ma dobbiamo risolvere un aspetto contrattuale che riguarda l’accordo tra Air France e Delta Airlines, senza il quale non possiamo aumentare i voli in questa area".

Una Alitalia "ora totalmente privata, senza più la mentalità da azienda assistita", che ha come obiettivo il ritorno all’utile nel 2017: "Abbiamo archiviato quest’anno in perdita anche per effetto di tre fattori. L’incendio al terminal 3 di Fiumicino che è durato tantissimo, che ci ha penalizzato, per il quale stiamo discutendo con le assicurazioni e che ci ha fatto perdere 80-90 milioni di euro. Gli eventi di Parigi che negli ultimi due mesi dell’anno hanno fatto diminuire il giro d’affari. La cancellazione della tratta per noi più profittevole, la Roma-Caracas, per mancanza di fondi da parte delle autorità venezuelane". Una compagnia più internazionale che sfrutta "le sinergie di Etihad e lo scalo di Abu Dhabi come porta di ingresso per l’Asia e l’Australia", ma che al contempo sta ripensando anche le strategie in Italia: "Abbiamo chiuso alcune rotte ritenute non profittevoli, ma abbiamo potenziato il collegamento con le isole e con Bari penalizzata dalla mancanza dell’alta velocità ferroviaria".

 

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