Incoming russo in calo

Secondo i dati di Banca d’Italia la riduzione del numero dei viaggiatori russi in Italia nel periodo gennaio-novembre 2015 è stata del 26,8% rispetto all’anno precedente e dal servizio di statistica della Federazione Russa (Rosstat) si apprende che sono stati 10 mln coloro che nei primi dieci mesi del 2015 si sono recati all`estero per motivi di turismo (17,6 milioni nel 2014). I motivi sono noti: il calo del prezzo del petrolio, il conseguente crollo del rublo e le tensioni geopolitiche. Quali sono le aspettative in termini di incoming per il 2016? “Pur nell'ambito di uno scenario di crisi, la domanda di viaggi verso l’Italia rimane elevata – fanno sapere dalla sede Enit di Mosca -. La cultura, l'arte, l'ambiente e il ‘lifestyle’ italiano sono fattori di grande attrattività per questo mercato”. Sebbene il viaggio rientri tra le conditio sine qua non di molti russi, “la sua durata rischia, però, nel 2016 una leggera riduzione rispetto gli anni precedenti”, proseguono dall’ufficio estero dell’ente, sottolineando come “l'attuale esclusione dal mercato turistico di concorrenti come Egitto e Turchia, rappresenti per l'Italia una grande opportunità per attrarre nel Belpaese quei flussi che prima si direzionavano su mete come Antalya o Alanya”.
Se non si prevede “un ritiro dal mercato dei principali t.o. russi, come è successo l'anno scorso, il numero delle agenzie di viaggi probabilmente sarà ridotto”.
Dunque, “i flussi dalla Russia verso l'Italia rimarranno ai livelli del 2015 o subiranno una diminuzione modesta”, conclude l’ente.                    

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