Più preventivi che conferme in adv

“Bali, Sardegna, crociere nel Mediterraneo, Stati Uniti, Sudafrica, Islanda, Canarie, Canada, Indonesia, Ecuador, Tanzania, Namibia, ancora Sardegna, Grecia e poi c’è anche il Giappone”. Giancarlo Leonardi, dell’agenzia Kuoni Viaggi di Lugano e responsabile vendite Kuoni per il Ticino, è davanti al suo terminale e sta guardando le partenze dal 18 giugno fino alla fine di agosto. Queste sono solo alcune destinazioni
dal mercato del Canton Ticino ed offrono uno spaccato molto preciso delle mete che vengono prese in considerazione. C’è un po’ di tutto, corto, medio e lungo raggio, ma quello che balza all’occhio è che, nelle scelte outgoing dei ticinesi c’è, al momento, poca Italia, ad eccezione della Sardegna, che a detta del manager, “è molto ambita per il Mare Italia”. Infatti, la richiesta verso la nostra Penisola è orientata piuttosto al balneare. Questo è lo scacchiere, in attesa di un’estate che “non è ancora decollata, ma lo dovrebbe essere a breve”, aggiunge Leonardi. Ora sì è più in una fase di preventivazione per le vacanze balneari, rincara Peter Leuenberger, titolare dell’agenzia Arca Viaggi di Bironico. Attenzione, però, in quanto l’Italia risulta essere “ancora più costosa rispetto ad una vacanza in Spagna e in Grecia. Ci sono comunque richieste per il Trentino, il Chianti”, osserva. Pertanto il freno tirato è dettato più da motivi economici.

Corsa a tre
Tra le mete ambite attuali Leonardi cita le Maldive, ma non per l’estate, “tema molto ricorrente, così come Dubai/Emirati Arabi”. Sebbene sia ancora presto immaginarsi quale potrà essere il trend, è verosimile però pensare ad una corsa verso Grecia, Spagna (Canarie e Baleari) e Italia. “Non c’è una grossa richiesta per la Turchia – sottolinea il manager -, anche se la costa è ideale per le famiglie”. E, secondo quanto emerso, anche la Tunisia non rappresenta un tema ricorrente per questo bacino, “così come l’Egitto”. E poi c’è il lungo raggio, con Stati Uniti e Canada.

Le famiglie
Quanto al target, le famiglie sono ancora in uno stato di attesa. A pesare sulle scelte sono per lo più “motivi economici e la paura di partire. La crisi si sente”, ma secondo Leonardi, il sentiment è differente rispetto alla situazione in Italia.
“Le famiglie cercano i prenota prima che terminano a fine marzo – aggiunge Leuenberger -. Attendono la soluzione migliore e così i preventivi sono a iosa, mentre le conferme sono poche”.

Poco advanced
Tra le caratteristiche del turista ticinese vi è che non prenota con largo anticipo, se lo si paragona alla Svizzera tedesca, che ora sta pensando al Natale. Però è “un turista che ha molta fiducia nelle agenzie”, sottolinea Leuenberger, e che quindi si lascia consigliare.
In pratica vige uno stato di attesa e il grosso si avrà dopo Pasqua che si conferma lo spartiacque.                      

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