Datagest: “Innegabile il ritorno al trade”

Con 70 nuovi clienti tra agenzie e tour operator Datagest ha chiuso il 2015 con un segno positivo, alla stregua di molte società di tecnologia, oggi sempre più impegnate nello sviluppo di soluzioni flessibili per il turismo.
E la società di Pesaro, fornitore di aziende medio-grandi, ha deciso di dare una spinta rinforzando la struttura vendite con un nuovo sales manager a Milano e dotare il settore che si occupa del web in azienda di nuovi strumenti. Aves.net, il gestionale che realizza, giunge alla versione 3X dove la X sta per Xml.
“C’è un innegabile ritorno alla professionalità del trade, i due universi (web e offline) sono coesi: ci sono sempre viaggiatori che vogliono assistenza e confronto con un esperto, mentre ciò che si vende facilmente online è consolidato – argomenta il Ceo, Michele Rombaldoni -. I due mondi si sono bene identificati, ma in mezzo è fondamentale un’interfaccia Xml”.
Di qui la nuova versione di Aves, dove dal Gds al channel manager per gli hotel l’integrazione con chiunque è integrata al gestionale, non è un semplice link, per intenderci. Anche i costi del software si sono adeguati: “Per un prodotto di qualità siamo più flessibili nel prezzo di prima – osserva Rombaldoni -. Vogliamo soddisfare le esigenze di mercato, rilasciando i moduli che servono e a tariffe migliorate”.
Il portafoglio clienti della società è di 300 tour operator, tra i quali i maggiori incoming come Albatravel, Carrani Tours, Gta, e 500 agenzie di viaggio di tutte le dimensioni.

Come reagire?
Cosa suggerisce la tecnologia per reagire ai continui cambiamenti di scenario politico ed economico che rendono più difficile programmare viaggi? “La risposta di rito sarebbe adottare soluzioni evolute come Aves, ma non per tutti la risposta risiede nell’IT – osserva Rombaldoni -. La risposta universale a mio avviso è già nella domanda: occorre “reagire”, adottare azioni concrete per contrastare la situazione”.
Bandire frasi come “abbiamo fatto sempre così e ha funzionato”, trovare prodotti nuovi, ma riprendere anche soluzioni vecchie “scartate ieri, ritornano adatte oggi”.
Cogliere i segnali, questo suggerisce il boss di Datagest: “Va di moda MasterChef e quello che dicono quei giudici vale in ogni campo: non importa quello che cucini, ma la conoscenza della materia prima, degli strumenti, del territorio e delle ricette del passato. Poi creatività e sperimentazione. Soprattutto assaggiare tutto, di persona, a ogni passaggio. Infine, curare la presentazione”.             

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