Il turismo romano in sofferenza

Il turismo romano mostra qualche segnale di sofferenza. “Subito dopo gli attentati di Parigi ha subito una brusca battuta di arresto – riconosce Roberto Necci, presidente di Ada Lazio -. Il 2015 si è chi-uso in un sostanziale pareggio rispetto al 2014, va detto però che negli ultimi mesi dell'anno si sono azzerate tutte le prese di posizione in termini di fatturato dell'anno”. Il 2016? “Nasce con qualche incertezza, ma noi abbiamo l'obbligo di essere ottimisti”, afferma. Una buona carta da giocare poteva essere quella del Gubileo. Alla domande se stia dando i risultati sperati, la risposta è chiara: “E’ secondo le aspettative che lo vedevano rispetto al Giubileo del 2000 un evento minore”. In pratica non è stata percepita “una corsa alle prenotazioni” e i prezzi “si sono mantenuti stabili”. Sul fronte dei mercati esteri “quelli europei reagiscono, quelli asiatici specialmente il giapponese sono in calo preoccupante”, afferma Necci. C’è da dire che i mercati Usa, Germania, Giappone e quelli europei in generale “sono storicamente più forti a Roma”. La Cina e il Far East sono ancora dei bacini “da conquistare”, ma per poterlo fare bisogna prima “adeguare l'offerta ricettiva a queste esigenze”. Per quanto riguarda i flussi domestici, si avvertono segnali positivi, visto che “il mercato italiano sta vivendo una leggera ripresa, che fa ben sperare”. Tra i nodi ancora da sciogliere, che riguardano Roma, emergono due aspetti in particolare che sono “decoro e trasporti”. Sono queste le urgenze maggiormente avanzate dagli albergatori di Ada Lazio, in quanto “precludono un’offerta turistica di qualità relativamente alla città. Le problematiche rimangono sempre le stesse trasporti, infrastrutture, decoro urbano. Tutti limiti che percepisce sia il romano sia il turista”.
Intanto,  Ada Lazio ha lanciato “la sua divisione eventi che si occuperà della creazione di eventi ad hoc”.      

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