Destinazione Italia Congressi

La metà di eventi e congressi mondiali si tiene in Europa e, come nell’incoming turistico, l’Italia occupa la quinta posizione nel mice. Costituito privatamente in società consortile a responsabilità limitata nel giugno 2014, il Convention Bureau Italia ha il compito di promuovere il Paese come destinazione per la meeting industry internazionale. Un compito non semplice e che poggia su un trascorso di disattenzione pubblica, la quale resta ancora oggi il primo scoglio da superare.

Come segnale positivo è arrivato “per la prima volta l’inserimento del turismo congressuale nel piano nazionale del Mibact”, ci spiega la presidente di Cbi, Carlotta Ferrari. “Ci siamo costituiti in forma privata dopo anni di esperimenti naufragati, tra Enit e Ministero, dando voce alla necessità della base: questo primo anno di lavoro può dirsi di successo grazie alla coesione e alla volontà degli operatori che formano il convention bureau”, sottolinea. L’ente si autofinanzia con le quote associative, oggi sono 75 partner, dei quali diciassette Cb e destination management company. Tra le new entry i Cb di Napoli e Bologna.

L’Italia troppo affascinante e poco efficiente

Il mantra è lo stesso di diversi settori economici e del turismo in particolare: si può dare di più. Cosa frena il Belpaese dell’incoming mice, distanziato dalla Germania in pole position da molte lunghezze? “Non basta essere belli, e di bellezza l’Italia ne ha troppa”, sintetizza Ferrari. “Noi paghiamo i flussi turistici spontanei che disincentivano le nostre istituzioni a investire con forza nella riqualificazione a favore del congressuale”. I grandi centri fieristici, gli aeroporti, i trasporti sono i punti chiave per attrarre i congressi in una destinazione “e sono tutti nelle mani del pubblico, che non investe”, incalza la presidente del Convention Bureau nazionale. Abbiamo anche pochi Cb e di iniziativa privata perlopiù, addirittura Milano che è la principale meta del Paese non ne ha affatto. “La pubblica amministrazione ha una ridotta consapevolezza dell’importanza di questo comparto ed è grave – conclude -, poiché è proprio lei ad avere le redini in mano”. p.ba.

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