Primo passo di Accor nella sharing economy

Ancora shopping per Accor che, dopo la startup Wipolo nel 2015 e il fornitore di contenuti tecnologici Fastbooking nel 2015, annuncia oggi una nuova acquisizione per rafforzare la propria strategia digitale. Questa volta si tratta di Onefinestay, sito britannico di affitti tra privati di alloggi in contesti urbani di lusso, che prevedono anche servizi alberghieri. Di fatto, si tratta del primo passo di Accor nella sharing economy
L’investimento è pari a 148 milioni di euro, 117 milioni di sterline. Accor intende investire in questa sorta di Airbnb di alta gamma 64 milioni di euro, 50 milioni di sterline, per un’espansione che nei prossimi cinque anni dovrebbe portare la nuova filiale del gruppo francese in 40 nuove città.
Nel commentare l’operazione, il pdg Sébastien Bazin rimarca che si tratta di una mossa che mira ad “accelerare la trasformazione del nostro business model, per prendere parte alla crescita del settore dell’affitto privato, rafforzando anche la nostra presenza sul mercato di alta gamma con un’offerta complementare”.

Onefinestay, nato nel 2010, gestisce, in esclusiva, un portafoglio di 2600 abitazioni “situate nei quartieri più ricercati di Londra, Parigi, New York, Los Angeles e Roma”, “per un valore immobiliare totale stimato di oltre 4 miliardi di sterline”. L’azienda, in seno ad Accor, conserverà la sua indipendenza.

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