La minaccia di Gentiloni: anche i flussi turistici a rischio

Quali misure potrebbe adottare il Governo italiano nei confronti dell’Egitto a seguito del caso Regeni? A parlarne è Il Corriere della Sera. Si va da gesti simbolici a concrete misure punitive, e il turismo potrebbe non esserne immune.

Il richiamo in Italia per consultazioni del nostro ambasciatore al Cairo è la prevedibile mossa iniziale, mentre le successive conseguenze potrebbero riguardare gli scambi culturali. Dallo sconsiglio ai ricercatori a recarsi in Egitto, si potrebbe però arrivare ad un annuncio formale, da parte del nostro ministero degli Esteri, che dichiarasse l’Egitto Paese non sicuro per il turismo. Se già i numeri dei flussi dal Belpaese verso la Terra dei Faraoni sono vistosamente in calo, questa mossa potrebbe portare ad  un’ulteriore accelerazione, e un freno ad una possibile ripresa. Azioni simili sono state intraprese dagli inglesi, dopo la vicenda del jet turistico britannico con 180 passeggeri sfiorato da un missile sparato per errore dall’esercito egiziano nell’agosto dello scorso anno, e dai russi che, dopo l’esplosione nei cieli sopra Sharm El Sheikh di un charter con 224 persone a bordo, hanno proibito i voli da e per l’Egitto. Altre azioni caratterizzerebbero un piano meramente politico ma, va detto, si tratta sempre di misure reversibili.

Intanto questa agenzia di stampa ha chiesto un commento ad Astoi e all’Ente del Turismo Egiziano per capire le rispettive posizioni in caso il ministero degli Esteri prendesse decisioni ferree nei confronti del mercato nordafricano.

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