Lufthansa e la fee: “Molto rumore per poco”

Quasi parafrasando Shakespeare il direttore generale di Lufthansa in Italia ammette che l’adozione del famoso Dcc, distribution cost charge, di 16 euro per i biglietti emessi via Gds non ha provocato variazioni significative tra emissioni dirette e indirette. “Lo ha detto anche il nostro cco Jens Bischof, l’impatto è stato minimo e nel segmento corporate ancora meno”, spiega. Affermazione in linea con quanto detto dal chairman del management board di Airplus durante la conferenza stampa di presentazione dei dati annuali nei giorni scorsi a Milano. “Tanto rumore per poco”, sintetizza Eggert, spiegando poi che il gruppo va avanti con l’adozione di Ndc, il nuovo standard Iata. “Ci sono e ci saranno molti più player nella distribuzione, New distribution capability è uno di essi, ai viaggiatori va la scelta”. Il 40% della clientela del gruppo Lh è business travel, share che nel mercato italiano guadagna qualche punto percentuale in più.

Per ora le agenzie di viaggio stanno in larga maggioranza preferendo la prenotazione via Gds, che come noto mostra prezzi, orari, classi di servizio di tutte le compagnie per ogni ricerca. Di pari passo queste ultime stanno puntando sempre di più ad arricchire l’esperienza di viaggio con servizi accessori e spingendo le vendite ancillary, proprio queste Ndc ha promesso di volere rendere meglio accessibili.

Intanto, i vettori del Gruppo Lufthansa hanno trasportato 107,7 milioni di passeggeri nel 2015, segnando un nuovo record. p.ba.

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