Dal 27 al 29 maggio la Borsa delle 100 città d’arte

La Borsa Turistica delle 100 città d’arte compie vent’anni: l'edizione 2016 si terrà a Bologna dal 27 al 29 maggio. Organizzata da Confesercenti e Assoturismo con il sostegno di Enit e Apt Emilia Romagna e il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha l’obiettivo di valorizzare bellezze artistiche ed ambientali e l’ospitalità di molti centri italiani, alcuni dei quali forse poco noti ma meritevoli di essere conosciuti e visitati.

“La Borsa rappresenta il principale evento di valorizzazione e commercializzazione del turismo delle città d’arte del nostro Paese” – ha spiegato Marco Pasi, presidente di Iniziative Turistiche, nel suo intervento introduttivo -. Il cuore della Borsa sarà il workshop che costituirà il momento di incontro tra la domanda e l’offerta. Il nostro obiettivo è proporre il nostro prodotto turistico, ogni anno, a un numero sempre più elevato di tour operator stranieri: per questa edizione saranno 90, e incontreranno oltre 400 imprese italiane”.

“Il turismo nelle città d’arte in Italia ha una profonda incidenza sul turismo italiano – ha illustrato Alessandro Tortelli, direttore del Centro Studi Turistici di Firenze – ed ha generato, nel solo 2015, un fatturato di oltre 16 miliardi e oltre 105 milioni di presenze turistiche, dando negli ultimi anni un impulso ineguagliabile alla ripresa del comparto”.

La crescita delle presenze, però, non è proporzionale all’aumento degli arrivi – ha detto nel suo intervento Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo nazionale -. Un gap che dimostra il deficit del nostro sistema di incoming: i turisti stranieri, spesso, vengono portati in Italia dai tour operator dei paesi nostri competitor, che hanno quindi interesse a trattenerli molto sui loro territori e poco sul nostro. Per attirare questo turismo qui in Italia, dobbiamo fare di più: in primo luogo lavorando su grandi strutture nazionali di incoming, ma anche investendo sulle infrastrutture di collegamento tra i territori, specialmente per quanto riguarda i vettori aerei, e puntare sulla qualità  valorizzando il reticolato delle piccole attività ricettive”.

Dobbiamo lavorare sull’Italia meno conosciuta – ha chiarito Francesco Tapinassi, dirigente direzione generale Turismo del Mibact -. Stiamo mettendo mano ad un documento di tipo programmatico per il turismo. Dobbiamo avere una visione di indirizzo per organizzare e strutturare la nostra offerta turistica, non possiamo lasciare tutto alla domanda”. 

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