GfK: “L’Italia minore conquista di più e meglio”

Sappiamo che l’Italia piace e molto di più di altri Paesi europei, ma cosa conquista meglio? Nell’ultima ricerca di GfK Italia per la Fondazione Italia Patria della Bellezza su un campione di cinquemila viaggiatori provenienti da sette Paesi sono emerse cinque posizioni incrollabili rispetto ai competitor. Il patrimonio artistico, le bellezze naturali, la cucina, la qualità dei prodotti locali e la qualità della vita sono gli indiscutibili plus. Contrastati da altrettante criticità che la ricerca ha evidenziato in efficienza dei servizi turistici, sicurezza per i turisti, ordine e pulizia degli spazi pubblici, rispetto dell’ambiente e costo della vita. E mentre in sole quattro regioni si concentra il maggior numero di arrivi stranieri – Lazio, Toscana, Lombardia e Veneto -, il 55% dei quali arriva tra maggio e agosto, sono invece quelle fuori dal coro a fare breccia nel cuore di chi le visita.

“Le regioni meno visitate offrono un’esperienza molto apprezzata dalle minoranze di turisti che sono stati capaci di scoprirle – osserva Paolo Anselmi, vice presidente di GfK Eurisko -; chi esce dai percorsi battuti viaggia, inoltre, più preparato”. Spingendosi oltre il dato medio per un confronto tra regioni “di massa” e regioni più appartate come Puglia, Umbria, Marche, Basilicata e Calabria si scopre che nell’Italia minore si torna più volentieri, anche perché c’è una maggiore soddisfazione sui prezzi e sulla qualità dei servizi usufruiti. Che visto nell’ottica dello shopping e delle esportazioni è funzionale in quanto “Il turismo si conferma risorsa strategica anche per la promozione del nostro export: chi è rimasto più soddisfatto dell’esperienza di visita si dichiara più propenso a comprare italiano”. L’esperienza felice nelle regioni meno frequentate – e l’acquisita consapevolezza della molteplicità delle mete possibili – spinge la maggioranza a programmare un nuovo viaggio.

I consigli

Le conclusioni dell’istituto di ricerca individuano nella promozione delle destinazioni minori un punto chiave, oltre che nell’invito a migliorare gli strumenti di accesso al patrimonio come “un personale più competente e formato, orari di vista più estesi” una necessità prioritaria. “Dovrebbe essere questa la linea di sviluppo strategico del nostro turismo – conclude Gfk -, in grado di produrre una molteplicità di effetti positivi. In particolare una maggiore capacità attrattiva su target alti e medio-alti, le fasce più colte e informate (che sono anche quelle con maggiori capacità di spesa); una tendenziale destagionalizzazione dei flussi; uno stimolo alla ripetizione dell’esperienza di viaggio in Italia verso mete (regioni) ogni volta diverse; una migliore segmentazione dell’offerta turistica che a partire dalle crescenti articolazioni della domanda consenta una valorizzazione delle nostre molteplici identità territoriali”. In linea di massima alcuni dei punti del piano strategico che si prepara per luglio, per poi essere presentato a settembre. p.ba.

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