Regole e tecnologia nel futuro del turismo

Tecnologia e regole giocheranno un ruolo fondamentale nel futuro del turismo in Italia. La prova più lampante l’ha fornita di recente a Guida Viaggi Dorina Bianchi, sottosegretario al Mibact, che a margine dell’evento Federalberghi a Saint Vincent, ha dichiarato: “Il tema del business sommerso nel nostro settore è particolarmente delicato, con un 30-40% di posti letto non ufficiali. Un fattore che non provoca soltanto una disparità fiscale nei confronti della ricettività ufficiale, ma che alimenta la creazione di dati non reali. In questo l’innovazione e la tecnologia contribuiranno a dare un quadro più veritiero del sistema".
Il Governo sta cercando di rispondere vagliando le richieste delle associazioni di albergatori in tema di pressione fiscale, e non solo. Un vero e proprio atto rivoluzionario sarà quello di trovare – privacy permettendo – un accordo con i gestori delle reti telefoniche per “conoscere le abitudini di viaggio dei turisti tracciando i dati di smart-phone e altri applicativi mobili. Una gestione dei Big Data che consentirebbe di orientare strategie adeguate”.
La crescita del settore non può infatti trascurare l’esigenza di un database unificato e per questo è un ulteriore passo positivo l’accordo con Poste Italiane, fonte  rilevante per i numeri sul turismo.
La tecnologia e l’ingresso sul mercato di nuovi attori impongono poi delle regole che consentono di combattere ad armi pari. L’obiettivo di Bernabò Bocca, rieletto per il quinto mandato alla presidenza di Federalberghi, insiste sull’equità  per tutti gli attori del comparto.
Sul fronte fiscale, la speranza è di ottenere una riduzione delle imposte sul costo del lavoro, sui beni strumentali, sugli investimenti, definendo un regolamento quadro per l’imposta di soggiorno. Anche Tari e Tasi andrebbero riviste, “calcolandole in base all’effettivo utilizzo della struttura”. Sul tema della concorrenza sleale, Federalberghi e le associazioni di albergatori dell’Ue hanno approvato un documento che individua 10 misure per rendere sostenibile la sharing economy nella ricettività turistica. “Non aspettate che i buoi siano usciti dalla stalla per prendere provvedimenti  – ha enunciato Bocca -. Censite le attività, esigete l’identificazione dei clienti, pretendete che le regole di igiene e sicurezza siano rispettate”. Sullo sviluppo di internet il dato di fatto è che gli acquisti sul web sono arrivati a pesare il 53% nel 2015 e il 52% di chi acquista su internet compra servizi turistici, ma “la rete va governata, per assicurare a tutti parità di condizioni e opportunità”, ha sottolineato Bocca.
Da Confcommercio una risposta per il futuro del turismo l’ha data il presidente Carlo Sangalli: “Oggi esistono tre logiche che si intersecano tra loro e che permettono di sostenere il settore: la logica di prodotto e di servizio, tenendo conto che l’hotel è il primo ufficio turistico e garantisce il servizio come primo hub di offerta; la logica dell’innovazione pervasiva, che trasforma l’identità degli imprenditori (il 20% dei turisti stranieri sceglie l’Italia in base alle immagini che vede su internet e due turisti europei su tre organizzano il viaggio via web). Infine c’è la logica di filiera, ossia l’hotel deve essere dentro una rete di servizi”.
Intanto il piano nazionale del Governo, in corso di stesura, ribadisce due priorità: “La destagionalizzazione dei flussi – ha sottolineato Bianchi – e la delocalizzazione”.
Un tocco filosofico è quello del docente universitario Francesco Morace, che ha commentato: “Una crescita concepita come 20-30 anni fa non è più sostenibile e ora l’attenzione si sposta sulla credibilità e sulle relazioni. Le novità non sono più sufficienti, occorre dare al mercato qualcosa in più, che non si aspetta, e rispondere in modo tempestivo”.                                    

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