Design per rinnovare gli hotel in Puglia

Gli strumenti legislativi e gli incentivi per riqualificare l’offerta ricettiva in Puglia ci sono e un passo ulteriore sarà rappresentato dalle nuove misure sull’efficientamento energetico, che dovrebbero includere anche il settore alberghiero. Nel corso della tavola rotonda organizzata di recente al Grande Albergo delle Nazioni di Bari da Tourism Investment con la collaborazione di Abouthotel e la media partnership di Guida Viaggi, è emerso che molto è stato fatto negli ultimi 10 anni per il turismo in regione, ora manca una maggiore flessibilità da parte del sistema bancario e idee in grado di rinnovare l’ospitalità esistente.
“Stiamo lavorando ad una nuova ingegneria finanziaria – ha annunciato l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Loredana Capone – e ci concentriamo su due temi: le strutture ricettive attraverso un piano di incentivi alle imprese e la promozione del territorio”.
L’assessore ha anche precisato che “dobbiamo investire sulla rigenerazione dei centri storici, renderli più accoglienti per bellezza e servizi”. Tre le tipologie di strumenti finanziari che la regione ha messo a disposizione delle aziende e che hanno subito evoluzione nel tempo. 
Puglia Sviluppo, il braccio operativo della regione guidato dall’amministratore unico Sabino Persichella, ha spiegato: “Siamo partiti da una situazione penalizzante – ha detto il manager – e poi si è sviluppato l’aspetto culturale. Per dare vita ad un turismo qualificato dovevamo migliorare la qualità dell’accoglienza”.
Francesco Caizzi, presidente Federalberghi Puglia, ha ammesso che “i risultati ci sono stati ed è aumentato il tasso di occupazione, ma si sono persi seimila posti di lavoro nel settore. Per quanto riguarda gli incentivi è vero, ci sono, ma il vero problema è che il sistema bancario dovrebbe essere più flessibile e invece chiede troppe garanzie. In termini di offerta ricettiva – ha aggiunto – gli alberghi pugliesi risentono di un gap a livello di design”. 
Michele Sarra,coordinatore desk specialistico di Mediocredito Italiano, ha replicato: “Noi abbiamo un approccio dedicato al settore con un coverage nazionale. La nostra mission è cercare di capire, tra le altre cose, le caratteristiche della struttura, la qualità del gestore ed il posizionamento sul web. Questo al fine di stabilire quanto debito la singola struttura sia in grado di sostenere. Il problema – ha sottolineato – non è la garanzia ma la sostenibilità. Il credito deteriorato nel turismo è tangibile”.

Superare gli stereotipi
L’intervento sul design è fondamentale per differenziare l’offerta. “Per superare gli standard occorre astrarsi. Lo stereotipo incancrenisce”. Così ha dichiarato Simone Micheli, l’archistar ha sottolineato l’aspetto del “cambio di rotta” come una necessità impellente, perché “ciò che distingue l’architetto da chiunque altro voglia occuparsi di design in hotel è che il primo non aggrega”. E’ l’unicità che rende la struttura straordinaria, non l’insieme di oggetti di cui è composta.  Al tema della progettazione e del design si sono riagganciati i gruppi alberghieri presenti all’evento. Vittorio Scarpello di Choice Hotels Europe, che si occupa di sviluppo del franchising, ha spiegato che l’Italia è il secondo mercato di Choice al di fuori degli Stati Uniti e a Milano di recente ha lanciato un soft brand che include boutique hotel, dimore storiche e hotel di design.
“C’è una grande voglia – ha aggiunto Gianluigi Marsico di Best Western – di rinnovare le strutture e legarsi ai brand”. Piazza di Spagna View, come ricorda il suo fondatore Mauro Piccini, ha avuto la fortuna di nascere nella fase post crisi, quando i canoni degli immobili erano scesi e le banche cercavano dei gestori capaci per le loro strutture. “I Comuni però – esorta Piccini – devono dare agli investitori la possibilità di investire, proporre degli sgravi”. Vestas Hotels&Resorts è stato tra i primi a parlare di design in Puglia e con i suoi hotel a Lecce ha fatto storia. Nasce invece da Nova Yardinia il Gruppo Green Blue che sta ampliando il suo portafoglio di strutture.
“A livello locale – spiega Vincenzo Gentile di Green Blue – si assiste ad investimenti dettati dal cuore e non dai numeri”.                             

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